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Illusioni di marzo

Giuseppe Mauro Maschiella

Natura

Il tempo è sempre un po’ pazzo,
io sono nato a marzo.
Freddo, caldo, pioggia, neve, sole,
cadono le ultime foglie di quercia
mentre qua e là spunta un fiore.
Vento di scirocco s’alterna
a tramontana e la
primavera si veste di neve.
Torna l’inverno sul monte
e sul viale imbiancato
e oltre la siepe, tutto tace
nel silenzio ovattato.
Bianchi i tetti, cadono
lievi, petali nuovi.
Gelida l’aria, un passerotto vola
sul davanzale dove è
appassita la timida primula.
Il tempo cambia, cade la pioggia,
il fiume sonnolento scorre pian piano,
mentre il fiume dei ricordi
non fugge lontano.
Sotto la pioggia io e te con
l’ombrello stretti abbracciati
nella notte stellata
su una panchina,
foglie secche nel parco
cadevano ancora.
Ricordi?

Scorre marzo tra i primi tepori,
poi d’improvviso la vita
ha bisogno di mettere in scena,
l’esplosione della
primavera e della natura.
Splendono al sole sorrisi
di nuovi boccioli, di giardini fioriti.
Nei prati, ormai arditi selvatici fiori,
rubano senza colpa i colori.
Tra l’erbetta nuova
camminavo scalzo nell’età beata.
Il giorno si profuma, l’aria si
trasforma in accecante colore,
che fa rinascere speranze,
sogni e false illusioni,
nuovi accoppiamenti,
i germogli di nuove sementi.
Gli arbusti risuonano del
canto degli uccelli, di
battiti d’ali, di gridi,
maschi e femmine
preparano i nidi.
Voli di rondinelle sotto il tetto,
nei vecchi cornicioni
tubano i piccioni.
Il passero cinguetta al nuovo sole,
sui rami di un ciliegio
gorgheggia un usignolo,
di notte, un merlo
innamorato canta alla luna,
miagola un gatto in amore.
Uomini e donne in cerca di nuovi amori,
bambini felici inseguono
farfalle che svolazzano,
le viole al tiepido
venticello ondeggiano.
Su un portone un fiocco rosa,
è nata una bimba in un’alba gioiosa.
Si, questa è la vita!
A primavera ci invita
a spargere un seme
per continuare la specie
e per nutrire sé stessa,
mentre ad ogni essere
vivente fa una falsa promessa,
come se quei rami, ora fioriti,
non saranno poi presto stecchiti.

Passano mesi e giorni, volano gli anni
ed i capelli diventano bianchi.
Quante nuvole, quanta pioggia
è caduta, quante giornate piene di sole!
Arriva un giorno in cui sento
un forte senso di vuoto,
vivo nella mancanza,
la gioventù passata ritorna.
Un volo di gabbiani fa
grandi ombre sul mare,
la tristezza sale
a solitarie spiagge
singhiozzi abbandona.
Ripidi cieli scendono
ai lontani orli marini,
una vela lungamente
trascina ansia di vento.
Umano grido immobile s’eterna,
disumana voce tramata
senza respiro dal tempo.
E s’andava nel vento
ed era il sole
in piedi sul mio cuore.
Ora s’attrista questo
mio breve tempo.
Ora s’è spento il cuore e si fa sera.
Ero un bambino nato in primavera.

Giuseppe Mauro Maschiella | Poesia pubblicata il 14/02/19 | 720 letture| 6 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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6 commenti a questa poesia:
«Ma tu sei nato da generazioni un grande poeta... ma come ti scivola bene la mano sulla pagina bianca.
In questa ci ho fatto un lungo pianto da tanta emozione che mi hai dato.
Grazie di questo Tuo esistere.»
Paola Segatto

«Caro Fadda Tonino, grazie per il tuo apprezzamento. Ti ringrazio se vuoi far conoscere questo mio testo ai ragazzi della tua scuola, ne sono onorato.
Mi dispiace di non aver risposto prima, ma non potevo, non avendo 5 poesie pubblicate. Un caro saluto.»
Giuseppe Mauro Maschiella

«Intervengo nuovamente su questi versi che ho riletto con piacere...
Marzo è un mese particolare... alterna le sue giornate tra il freddo e il primo tiepido Sole che preannuncia la primavera. Rifioriscono dei ricordi mentre la nuova stagione irrompe con l’esplosione di colori e profumi. Inevitabilmente la speranza rinasce e con essa la vita... le piante gioiscono al canto degli uccelli, mentre i nidi prendono forma... tubano i piccioni, uomini e donne cercano l’amore. Ma gli anni avanzano e un senso di vuoto avvolge l’anima dell’autore... la nostalgia punge e la tristezza apre la porta a inevitabili lacrime. Il cuore non batte più come ieri... illusioni e gioie sono rimaste dentro il cuore di quel bambino nato in primavera.
Profonda Poesia»
Giacomo Scimonelli

   «Complimenti Mauro, insopportabilmente bella, è un invito a chiederti il privilegio di poterla portare a scuola, mi piace far conoscere a tutti i miei ragazzini le cose che mi colpiscono e che mi piacciono da morire... Infinite Grazie Tonino!!!»
Fadda Tonino

«nato in primavera
la stagione più bella
il poeta sa creare immagini come un dipinto
ed è tutto un profumo di colori,
il tempo passa e i capelli imbiancano
ma la bella primavera arriva sempre a ricordare
il tempo della fanciullezza ...
piaciuta con elogi .»
Stefana Pieretti

«Versi che mi hanno coinvolto sino alla fine,
come se io stessa stessi vivendo quella primavera
dipinta con dolcezza e poi amarezza della stagione
più bella tra le belle... plauso Mauro...»
Marinella Fois


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