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Tempi avvilenti

Michelangelo La Rocca

Riflessioni

S’odono spesso
inquietanti parole,
descrivono storie
di grande dolore.
Parole di odio,
di contrasti forti,
di gravi lutti,
di tanti morti.
Anime tristi,
cuori silenti,
viviamo tutti
tempi avvilenti.
Alziamo muri
con fili spinati,
in palude d’odio
siamo incagliati.
I migranti scappano
da fame e guerra
a volte non toccano
nessuna terra.
Li inghiotte il mare
popolato da squali,
spesso respinti
dai geni dei mali.
I dazi scatenano
la guerra dei prezzi,
non provoca morti
ma odiosi screzi.
Non s’odono più
le parole del cuore,
nessuno parla
di speranza ed amore.
Non ci sono amici,
neanche fratelli,
abbiamo smarrito
i valori più belli.
Libera o Padre
i cuori cuciti,
della speme nascente
si sentano i vagiti!

Michelangelo La Rocca | Poesia pubblicata il 17/06/18 | 792 letture| 3 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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3 commenti a questa poesia:
«Versi dettati da un cuore che non conosce odio e che spera tanto amore per il mondo intero. Si, l’amore, proprio quel filo d’oro che tiene uniti tutti i nobili sentimenti, che tiene saldi i veri valori della vita, che spinge ogni uomo ad aprirsi all’altro in nome della vera amicizia. Purtroppo oggi non è così: uno sfacciato egoismo si è impossessato di molti e allora non possiamo che sperare che il bene abbia la meglio su questo vivere male. Ben detto, un monito per riflettere e meglio sperare. Complimenti!»
Angela Schembri

«Una poesia che scuote le coscienze e che spero sia letta da molte persone. Viviamo in un periodo buio e senza amore. Molte persone che scappano da guerra, fame e carestia, vengono a bussare alla nostra porta ma alcuni paesi europei alzano barriere, muri enormi... anche l’Italia chiude i porti adesso. Persone come fantasmi, costretti a vagare in mezzo a un mare di egoismo e di ostilità. Non è questo quello che predica Papa Francesco che ci incita ad aprire il nostro cuore, a non farci sommergere dalla cattiveria e dal razzismo, a non fare guerre contro i più poveri di noi. Il Poeta è sensibile a queste tematiche e questi versi sono sgorgati dal profondo del suo cuore. Spero anch’io (come l’autore) in un risveglio delle coscienze.»
Sara Acireale

   «Una triste poesia che si trasforma in preghiera, piacevole e scorrevole lettura che tocca sinteticamente temi attuali, a tutt’oggi irrisolti, per i quali noi, semplici persone senza grandi poteri, non possiamo che rattristarci e sperare, pregando Dio intervenga laddove chi dovrebbe non lo fa o lo fa nella maniera peggiore. Ottimo spunto, ottima esposizione, complimenti all’autore.»
adriana sini


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Michelangelo La Rocca ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 24 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Il salice piangente (19/10/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Il tormento dell’anima (22/09/18)

Una proposta:
 Malinconie d’autunno (24/09/17)

La poesia più letta:
 U viddanu (14/12/11, 4834 letture)

  


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