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L’alba del fuori tempo

Pagu

Introspezione

Di quale emozione sei figlio,
mentre tutto cade e si disintegra,
dentro un’alba piatta del fuori tempo.

Ogni giorno controllo le mie speranze,
le allevo come figli o come destinazioni,
anime dello stesso sangue, distinti e uniti.

Ripasso le tue parole, incido gli attimi, i ricordi,
sulle pietre del servo qualunquismo, fossero salvezza,
ma non so tradire la Dea vita, a lei io mi arrendo.

Mi volto e guardo i mille tramonti ladri di sguardi,
dove ho appoggiato la stanchezza, l’ansia e i sogni,
sono tutti interi, lucidi e compatti, ma non sono soli,

in compagnia dei tuoi che tanto ammiro e amo,
mentre il resto muta, si stravolge e cambia ancora,
dentro l’alba sempre piatta del fuori tempo.

Pagu | Poesia pubblicata il 09/01/18 | 88 letture| 5 commenti

 
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Nota dell'autore:

«In compagnia dei nostri sogni,
lontani o vicini, poco importa,
non siamo figli della solitudine.
Pagu
Cambia la vita
in mezzo a un mondo
uguale a se stesso.
Pagu
»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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5 commenti a questa poesia:
«non importa se siamo in compagnia siamo pur sempre soli il poeta dice figli della solirudine bella la lirica nitensa e significativa la nota ...a volte la solitidine può insegnarci ciò che non capiamo ...bella sentita»
carla composto

«La nota dell’autore ci dice: "non siamo figli della solitudine." Ed è vero, ma se ci soffermiamo un poco ad osservare noi stessi e gli altri, ci accorgiamo che pur in mezzo agli altri siamo sempre tremendamente soli! L’importante è non fare della solitudine una compagna inquieta ma una compagna d’esperienze per comprendere il senso della vita terrena.»
Maria Luisa Bandiera

«A volte è così che ci sente: fuori tempo.
Sembra un’alba come quella del passato, sembra avere la stessa luminosità ma è fuori tempo, non si riesce più ad avere lo stesso ritmo. È come una danza di cui si sono perduti i passi. Leggo un velo di tristezza tra le righe, come di qualcosa di incompiuto ma bisogna arrendersi alla Dea Vita, come si esprime il Poeta e noi... non siamo figli della solitudine. Forse (se vogliamo con tutta l’anima aggiustare il passo) si può riuscire ad avere un’altra alba che non sia fuori tempo.»
Sara Acireale

   «Il testo ripercorre con grande intuizione il sentire
se stessi, attimo in solitudine attraverso gli altri.
Versi introspettivi come sempre votati a scavare dentro
per dare significato alla vita, alla memoria
delle cose, ai sogni.»
Eolo

«Non siamo figli della solitudine... No... Viviamo tutti le stesse albe e gli stessi tramonti, in modo diverso, ognuno con i propri sogni, ricordi, momenti... L’importante è arrendersi alla Dea vita e onorarla come più merita... Continuare a coltivare quei rami di speranza nel cuore fino a farli diventare alberi che accarezzano quel cielo che a tutti e a nessuno appartiene.»
Rosanna Peruzzi


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Pagu ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 19 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Statua (29/03/14)

L'ultima poesia pubblicata:
 L’alba del fuori tempo (09/01/18)

Una proposta:
 Il calice e l’astrazione (22/08/16)

La poesia più letta:
 Astruso nutrimento (27/02/15, 2447 letture)

  


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