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L’ Intruso

Giacomo Scimonelli

Introspezione

Abbraccia il mar la collina
distesa verde azzurra
tra cielo terso
e acqua cristallina.

Sull’incantevole paesaggio
lo sguardo mio si posa
s’acquieta
insegue tenero connubio
ma non trova le parole...
-coscienza smembrata non ha voce-

Brandelli d’anima
prendono il volo
l’Io confuso ascolta
silenzio intorno non consola...

Un gabbiano si tuffa
la speranza l’accoglie
intenso amor senza misura
dove l’onda risuona
e mio cuor stona...
- lacrima rassegnata ritorna -

piccolo e invisibile
cerco riparo
troppa luce mi confonde
temo l’emozione...
- soave pace non m’appartiene -

Stride l’ennesimo canto
senza vergogna m’abbandono
abbasso la testa
e piango...

Giacomo Scimonelli | Poesia pubblicata il 28/06/16 | 2394 letture| 20 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Capita di non sentirsi accettati dalla vita. Sentirsi ospiti sarebbe un successo, ma sentirsi come degli Intrusi è una sensazione terribile...
un semplice sfogo ogni tanto serve...
»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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20 commenti a questa poesia:
«Intenso momento introspettivo in cui il poeta confessa di sentirsi come intruso nella sua stessa vita. Comprensibile quando il morale è a terra e le delusioni son tante, quando l’amore ti disillude e, nonostante tu non voglia, ricompaiono le lacrime come segno del tuo star male. Versi che coinvolgono il lettore perché credo che molti, compresa me stessa, attraversano momenti "no", momenti di scoramento e di rassegnazione. E’ la sensibilità personale che, alla fine, porta l’animo a soffrire ed a raccontarsi con sincerità e abbandono. Apprezzo molto quanto scrive il poeta e condivido.»
Ela Gentile

«Non penso che il rifugiarsi in un angolo e sfogarsi anche perché no, con il pianto, sia un sentirsi "intrusi" in questo mondo, ma semplicemente è un prendere confidenza con il lato più sensibile e umano del proprio essere, far emergere quel lato fragile che ognuno ha ma che pochi hanno il coraggio di far vedere. Poi sicuramente c'è chi riuscirà a cogliere quello che l'autore ha dentro e a non farlo più sentire escluso ma parte della propria vita. Versi sensibili e sinceri»
Rosanna Peruzzi

«Spesso, non prestiamo orecchi alla natura, ma questa lirica, descritta con sentimento, non solo è recepita dall'autore, ma anche dal lettore... miscuglio di emozioni coinvolgono! Grazie.»
Marinella Fois

«Piu'che un intruso, l'uomo di questa poesia è qualcuno che prende contatto con l'autenticità del sé: la bellezza è esperienza per l'umano cuore!
Complimenti!»


«Eccome vola via la sofferenza quando ci fanno sentire degli estranei – quando l’essere presenti in certi contesti rende la nostra presenza non accettata - un sentire che corrode, dove non riusciamo a trovare via d’uscita se non quella di mangiarsi le unghie anche solo con il pensiero – purtroppo uno sfogo inutile che niente cambia – tanta la forza onde non impazzire e commettere l’irrimediabile.»
Berta Biagini

«quanta malinconia e tristezza in questi versi, ispirati da un mare che infonde nostalgia! a volte la vita si manifesta in tutta la sua durezza e nelle nostre mille solitudini ci sentiamo persi ed intrusi in questo pianeta! ma in fondo al cuore resta sempre un filo di speranza!»
Paola Galli

«Questa profonda e reale introspezione che qui il bravo Poeta cita come uno sfogo, è motivo (a mio parere) di riflessione sociale. Quanti intrusi tra gli emarginati, i disadattati, coloro a cui una fragile psiche non ha retto ai marosi della vita. Svariati motivi hanno escluso persone valide dall'attività, per incomprensione, per egoismo, per indifferenza e altro. Un sincero Plauso per il tema sollevato e validamente affrontato. Fiocco!»
Giovanni Ghione

«Il pianto non è segno di debolezza ma di profonda sensibilità...
Cerca pace l'anima, dentro la quiete di un paesaggio quasi surreale, ma il silenzio che lo circonda è fuori dal suo mondo, che invece è rassegnato a seguire la tristezza ed i moti del cuore...»
Melina Licata

«Già dai versi incipitari si avverte una profonda sensibilità a cui sussegue una lacerazione dell'anima che trova la sua esternazione di fronte al mare. Il nostro Giacomo è tra i pochissimi Poeti che crea Poesia catartica, perché esprime il suo intimo dolore ed è sempre se stesso.
Il suo è uno stato d'animo che coinvolge così come le stupende immagini che versifica ...il mio apprezzamento per un lessico vivido e chiaro che prende per mano il lettore. Chapeau!»
Anna Di Principe

«Stranieri alla vita, a noi stessi, agli altri che non donano un sorriso o un rapido sguardo. Il poeta sembra scrivere con l'anima, o, forse, con un cuore spesso malato di sofferenza. Però tutto passa e la poesia può regalare un raggio di sole. Ottimo testo.»
Pagu

   «incantevole fuga verso una natura che può accogliere i nostri bisogni,
trovarsi e avere la sensazione di essere soli nella vita che portiamo avanti
è la peggior cosa che può capitare ad un essere umano,
Giacomo con la sua sensibilità coglie in questa lirica tutte le più profonde sfumature di un dolore che pian piano invade l'anima di chi lo prova,
bravo complimenti»
Pino Gaudino

«Poesia toccante e sentita nel profondo, versi laceranti di un animo che non trova pace nemmeno di fronte alla bellezza di un paesaggio, di chi sente che questa vita non gli appartiene, troppe le delusioni e i tormenti... una lirica che coinvolge il lettore soprattutto se condivide lo stesso stato d'animo. Complimenti al poeta che riesce sempre ad emozionare e a trasmettere sensazioni comuni-»
Anna Rossi

«Veramente toccante questo bel verseggiare del bravo autore che ci porta per mano nei sentieri del suo mondo interiore e ci accompagna nel suo sentire con una musicalità che fa scorrere la lettura di questa poesia come in un racconto tradotto in versi.»
Maria Luisa Bandiera

«Un paesaggio da favola non riesce a calmare il travaglio interiore del Poeta. Quando ci si sente intrusi in una società indifferente, è devastante per l'anima. Si cammina in mezzo alla folla e ci sente soli perché non si viene considerati. Lirica suggestiva e coinvolgente com'è nello stile dell'autore.»
Sara Acireale

«L'anima tormentata cerca rifugio nella bellezza e nella profondità della natura, la sola che trasmette il senso di dolcezza e certezza di eternità. Colui che sente dentro di sé il mare grande ed infinito, difficilmente troverà pace nella società, più incline a distruggere che a donare, da qui, il senso di frustrazione del poeta.»
Antonella Modaffari Bartoli

«La sofferenza di una interiorità che, capita, si senta estranea alla vita ma è essa stessa vita. Dopo la salita ci sarà, certo, una pianura ed il tormento lascerà il passo alla tranquillità interiore, ne sono certo. Grandissima prova dove il mettersi a nudo è segno di profonda umanità. , i miei complimenti.»
Stello

«un connubio tra mare e cielo ...un osservare la grandezza della natura ...versi toccanti d'intensà ricchi d'introspezione, che si lasciano leggere coinvolgendo il lettore... sentirsi intrusi, purtroppo ...accade...
il mio elogio al bravo poeta»
carla composto

«Un semplice sfogo, recita la nota dell'autore! Io trovo incantevoli questi versi il cui preludio è già poesia offerta nell'immagine di una collina che abbraccia il mare e tutto il paesaggio intorno offre la grandiosità di una natura ricca e prodiga mentre capita che ci si possa sentire soli, intrusi. Bellissima sensazione. Una lirica musicalmente evocativa e che andrebbe letta più volte per scoprirne ancora più la vis del poeta. Semplicemente bella.»
Luciano Capaldo

«chi ha animo sensibile come tutti quelli che scrivono almeno una volta nella vita hanno provato questa sensazione, spesso questo sentire ci accompagna tutta la vita, che pone il soggetto in una sorte di inadeguatezza allo stare su questo mondo. L'autore esprime questa sensazione senza rabbia, con pacatezza e dolcezza, pur in una sorta di risentimento pacato, gran bel lavoro»
Merlino

«paesaggi suggestivi per un tormento interiore la cui sofferenza è descritta in modo palpabile. Sfogo ben riuscito, il mio plauso.»
Anna Maria Feliciotto


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Giacomo Scimonelli ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 19 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Per sempre grazie (06/02/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Pinseri supra pinseri (06/02/18)

Una proposta:
 Senso di colpa (23/01/18)

La poesia più letta:
 Piacere reciproco (27/04/12, 9689 letture)

  


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