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Migranti

Stello

Impressioni

Il vostro cammino
non riesco ad immaginare,
troppo lungo e duro;
solo mi viene in mente
un colloquio, ipotetico, forse,
ma voglio qui rappresentare.
Padre, sono tanto stanco,
cammina figlio, lontano dobbiamo andare;
padre ho sete, ho fame;
continua a camminare, non ti fermare,
nulla abbiamo da mangiare.
Padre, tu va, io resto qua.
Vieni, ti porto un po’ in braccio.
Giorni dopo giorni lo stesso andare,
sempre lo stesso dire.
Poi, improvviso, il mare.
Padre, che cos’è?
E’ il passaggio per la nostra salvezza,
per avere casa, lavoro e mangiare;
che bello, padre, ma ho paura.
Ora, inghiottiti da infernali flutti,
dormono in fondo a quel mare.
Hanno, almeno, smesso di soffrire;
unica, misera, consolazione,
ma altra, grandissima nostra colpa,
nuova, tremenda, condanna,
mentre il mare altri ne aspetta.

Stello | Poesia pubblicata il 06/04/16 | 1025 letture| 5 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Visto l'argomento trattato, ero molto restio a proporre questo mio scritto che risale alla scorsa estate e che, comunque è pura immaginazione. Ma con l'approssimarsi della bella stagione, purtroppo, tornerà l'esodo di massa quindi è bene non dimenticare.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

5 commenti a questa poesia:
«Pensieri che sempre ripercorrono la mia mente – si, è proprio vero, hanno smesso di soffrire – magra consolazione pensando al domani e chissà se loro sarebbero stati d’accordo con noi. Sentitissima.»
Berta Biagini

«stello parli a quei migranti con cuore e sensibilità ma quanti di essi riescono ad inserirsi e a vivere con decoro la loro esistenza? quanti disperati finiscono tra i flussi ? dobbiamo cambiare modo di vedere i migranti come numeri, ma esseri
umani... e comprenderli...»
emiliapoesie39

«Stello, mi sono commosso. hai scritto una poesia che si fa fatica a leggere, perché è triste, molto triste, ma è la sacrosanta verità. Un gran testo.»
Umberto De Vita

   «Argomento molto delicato trattato, per una volta, con la sensibilità che merita. Di grande impatto emotivo, molto triste, ma efficace, evidenzia un amaro disagio per la società cd. civile che ancora non è riuscita ad affrontare completamente l'evento.
Complimenti per l'esposizione che con la sua spontanea sincerità arriva sino in fondo all'animo, plauso.»
Anna Maria Feliciotto


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Stello ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 7 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Tutto resta (03/04/16)

L'ultima poesia pubblicata:
 A famigghia (04/12/16)

Una proposta:
 Migranti (06/04/16)

La poesia più letta:
 Papà (05/05/16, 2337 letture)

  


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