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Ginocchia sbucciate

Luciano Capaldo

Sociale

eh lontani ormai quei tempi, quando
strade giocosamente impegnavamo
a tirar calci ad un pallone,
oggi, auto e vittime a riempirle
amico dalle ginocchia sbucciate!

Capanne improvvisate
di cartone e legname rubato
sottratto a cantieri veri... aperti,
oggi, invece, cattedrali nel deserto,
amico dalle ginocchia sbucciate.

Come cambiano i tempi,
ormai l’anima gira in rete,
gretto bullismo evolve in
stereotipo di se stesso,
amico dalle ginocchia sbucciate!

In strada non più pallone
ma al “diverso” un bel calcione.
Così si butta a terra
lo sfortunato in carrozzella
si umilia di turno il gay
si ammazza la vita in branco
e talvolta è proprio lei
la vittima, quella seduta lì... in quel banco
amico dalle ginocchia sbucciate!

A difendere dignità o libertà
un numero verde otto zero zero
che assurdità!
Immondo mondo di stupide facciate
ti prego restituiscimi quel caro e vecchio
amico dalle ginocchia sbucciate!

Luciano Capaldo | Poesia pubblicata il 04/02/16 | 1463 letture| 12 commenti

 
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Nota dell'autore:

«…si temeva il giudizio dei più grandi d’età …un tempo!»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

12 commenti a questa poesia:
«Leggo e vado indietro nel tempo di cinquant'anni, giocavamo a pallone nelle vie del paese quando il campetto in terra battuta era occupato dai più grandi, ma non solo, riuscivamo a coinvolgere persino le femmine nelle varie attività all'aria aperta a due passi dal mare. Non mi dilungo sul quotidiano odierno in quanto sono in sintonia ideale con l'autore.»
Francesco Rossi

«lirica commovente che al tempo stesso mi rattrista, non tanto per i giovani d'oggi che forse mai la leggeranno, ma per la mia generazione che troppo ha dissipato, calpestando tutto ciò che a fatica, con sudore ed anche a costo della vita i nostri cari ci hanno lasciato! Addio democrazia, addio dignità ed onestà, che ormai paiono solo vaghi ricordi di uomini più civili ma che non ci son più; vite trapassate, oramai sogni sbiaditi, come quelli andati dei nostri amici, che da ragazzi certo valori più nobili in comune avevano ma poco più da elogiare con il loro crescere ... se tanto è ciò che lasceranno a figli e nipoti d'oggi ... oltre al non veder più in loro quelle "ginocchia sbucciate", che il sensibile poeta Luciano ha tanto parafrasate!»
Ettore Salamena

«Amare riflessioni su un mondo che cambia. Quante cose sono cambiate… in peggio. Alla partita di pallone con gli amichetti in strada ora si è sostituito il bullismo… Amara riflessione in questi bellissimi versi che trasmettono nostalgia per i tempi andati.»
Giuseppe Gallo

«Una lirica nostalgica di grande impatto emotivo soprattutto per chi ha avuto il piacere di sentire il profumo di un passato dove i valori avevano significato. Amara riflessione su un mondo che non piace perché mascherato da un vivere non autentico. Complimenti al Poeta»
Anna Rossi

«Particolari questi versi... per chi ha vissuti quei tempi e per chi non sa neanche di quel che si parla... Ma è una parte di storia recente che merita rispetto e il ricordo.»
zani carlo

«Una lirica che evoca tempi che non si possono dimenticare, quando da bambini ed anche da adolescenti si giocava a calcio o con altri strumenti che si creavano con immensa inventiva. Una certa nostalgia si avverte soprattutto quando paragoniamo i tempi amati di ieri con quelli di oggi in cui non si gioca più, ma addirittura si può essere vittima del bullismo. Bravo il nostro Poeta che ha fotografato abilmente due epoche
con caratteristiche e realtà sociali molto diversificate. Molto apprezzati questi fotogrammi che cristallizzano emozioni e sensazioni della fanciullezza. Davvero un ottimo testo coinvolgente e suggestivo...»
anna di principe

   «Mi ricordo ancora quando i ragazzini giocavano per le strade, tirando calci a un pallone. A volte si giocava in un cortile ed era veramente bello assistere al gioco di "questi calciatori in erba". Noi femminucce assistevamo e applaudivamo i più bravi. Qualcuno si sbucciava le ginocchia... Quanta differenza con i ragazzini di oggi, con i bulletti in erba che vessano i bambini più deboli e fragili... Penso comunque che la famiglia deve prestare attenzione all'educazione dei loro pargoli. Bisogna che i genitori educhino i figli al rispetto per gli altri se vogliamo una società senza bullismo e senza violenza»
Sara Acireale

«Avere le ginocchia sbucciate era la mia eterna 'malattia'. giocavamo sulla strada mattina e sera
senza la paura delle macchine, ne passava una si e no ad ogni ora!. Poesia molto apprezzata e originale.»
Umberto De Vita

«Tempi belli quelli della mia fanciullezza quando i ragazzi in un piccolo spiazzo o in un prato giocavano a pallone impegnandosi seriamente, tanto seriamente che le cadute non mancavano e di conseguenza avevano sempre le ginocchia sbucciate. Bastava poco a loro per essere felici a differenza che vige il bullismo, la cattiveria verso i più deboli e la maleducazione. In effetti quei tempi erano meravigliosi per la serenità che regnava per le strade. Versi apprezzati!»


«tempi belli quado bastava un pallone per far battere il cuore di un bimbo... u'opera molto bella e sentita... il poeta ci riporta indietro in un tempo dove la semplicità, regalava felicità...il mio elogio»
carla composto

«Ritrovare gli antichi valori e i bei momenti vissuti in un'epoca che sembra appartenere alla preistoria. Il poeta ci scrive versi molto sentiti, belli ed emozionanti... sembra quasi di vedere i fatti descritti. Un lavoro che ho molto apprezzato.»
Pagu

«liriche stucchevoli colme di emozioni che spazia con leggerezza le sensazioni dell'anima... complimenti»
massimo turbi


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Luciano Capaldo ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 12 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Rughe (30/07/15)

L'ultima poesia pubblicata:
 Empatia (06/06/17)

Una proposta:
 L'esclusione (14/04/17)

La poesia più letta:
 Quello che sei per me (11/08/15, 2404 letture)

  


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