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Senza uscita

Rosetta Sacchi

Introspezione

Sono in una spirale senza uscita
rannicchiata, embrionale
in un corpo non necessario,
solo un vagito indistinto
dell’anima nel vuoto
confonde la notte.

Ho sempre temuto il buio
e i vicoli stretti dove sul capo
si fa pressante l’affanno del cielo.

Ora vivo vertigini di pensieri
in rissa tra di loro
senza saper decidere
se riparare dentro anfratti
odorosi di muffa
o inseguire la luce
che acceca i miei occhi,
quelli che avanzano al pianto,
all’ora tarda di ogni sera
quando il mondo s’arresta
su se stesso
ed io imbandisco la mensa
ammaestrando il tormento nell’idea
di un’eterna convivenza col dolore.

Potrà solo il tempo cancellare
torti subìti o lenire le ferite
che io disinfetto con l’aceto
perché resti vivo il ricordo
e la sofferenza diventi
il mio rosario sulla soglia
ultima prima del perdono

Rosetta Sacchi | Poesia pubblicata il 29/10/15 | 1354 letture| 9 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Esistono momenti nella nostra vita così bui, vuoti di pensieri, di desideri, di speranze, momenti che sembrano interminabili. Ne deriva quella sensazione di oppressione, dentro una spirale senza uscita.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.


9 commenti a questa poesia:
«che bella così intensa, così sofferta e drammatica. Una poesia che ho letto con grande trasporto e rileggerò anche in futuro. Mi sento vicino al tuo sentire.»
Carlo Baroni

«La sofferenza, non poteva essere verseggiata che in questo modo tenendo conto della sensibilità dell'autrice sempre pronta a confrontarsi, con se stessa, e attraverso l'esternazione in versi con gli altri. Trovo la poetica curata, precisa e improntata alla percezione libera del lettore a cui l'autrice lascia ampio spazio per le sue riflessioni.»
Francesco Rossi

«La poetessa, tassello su tassello, ha composto un un grande mosaico di ottima fattura pieno di metafore. Versi che suscitano emozioni. Ottima la parte finale.»
Donato Leo

«Un diario intimo, l'analisi di uno stato fisico e mentale scritto con profonda intensità. Difficile aggiungere pensieri a quelli già espressi, ma si può evidenziare la corposità e spessore di un testo assai coinvolgente. Bel lavoro.»
Pagu

«Una lirica magnifica e pregna di metafore. L'autrice si sbizzarrisce nello stilare versi eleganti e incisivi. Complimenti.»
Umberto De Vita

   «Dire "bellezza" nei riguardi di questo testo è poco... vi è in questa profonda introspezione una ricchezza superiore ed un'energia dolorosa
con pensieri ed espressioni che colgono emozioni, trasalimenti di grande valenza. Sentimenti e smarrimenti che emozionano, il mio sentito elogio.»
anna di principe

«Un vuoto precipitare, un attorcigliarsi su se stessi. Un sacco vuoto che non si mantiene. Prima o poicapita di senirsi così . Occorerebbe usare la forza contraria riavvitare la vita quindi districarsi da se stessi e riempire quel sacco di vita, di amore e di interssi. Una lirica che induce a tente riflessioni ed adatta ad ogni momento della nostra vita. Molto apprezzata per struttura e per contenuto.»
Luciano Capaldo

«"e la sofferenza diventi
il mio rosario sulla soglia
ultima prima del perdono...
A volte ci si sente interiormente a pezzi, come se l'anima fosse trafitta da una spada... Il dolore è acuto, incessante, sembra non finire mai. Il dolore dell'anima lascia più ferite di quello fisico, sono ferite difficili da rimarginare... Penso che sarebbe bene riuscire a perdonare o, perlomeno, provare indifferenza verso la persona che ha causato questo pathos. Se si riesce a perdonare penso che, col tempo, si potrà anche dimenticare...»
Sara Acireale

«Una poesia bella da leggere e rileggere, in cui si viene avvolti da una spirale di sensazioni inconsce e da piacere conscio nella lettura di un italiano forbito ma non eccessivo grazie al quale ogni parola si trova dove deve stare.»
DaviD


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Rosetta Sacchi ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 35 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Taci (06/07/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Vi sono posti (20/06/17)

Una proposta:
 Ieri (24/05/17)

La poesia più letta:
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