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La solitudine

Rosetta Sacchi

Introspezione

E si torna anonimi nella solitudine
in balia di un fiume che tutto inghiotte
trascinandosi a valle,
un punto che rotolando
attende d’essere congiunto
alla linea che da sempre insegue

E invano attende...

Si torna vuoti dentro spirali del tempo
che illude e perseguita
e non dimentica nel cuore le ferite
le rinnova in visioni della mente
orfane d’un sogno incompleto

Si torna anonimi agli occhi di chi
più non sa vedere oltre i suoi passi
dentro silenzi che hanno cancellato
ogni sentiero percorso,
ora che l’orizzonte è un filo di luce
sempre più lontano
dove si resta anonimi per sempre
ad aspettare il giorno, inesistente

Rosetta Sacchi | Poesia pubblicata il 16/09/15 | 1809 letture| 12 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Si può smettere di colpo di essere importante per qualcuno. Quel che rende più tristi non è la consapevolezza di non essere più il suo universo, ma vedere che quel suo universo si apre a tutti gli altri. Si diventa anonimi nel mondo, perdendo persino il senso di sè stessi. (R. Sacchi)»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.


12 commenti a questa poesia:
«melodica e amara considerazione del disagio della solitudine, molto efficace, rende con lirismo il dramma. complimenti, bella poesia»
Carlo Baroni

«La cosa più importante è credere in se stessi. Certamente ti senti amareggiato nel momento in cui ti accorgi che la società ti isola, spesso per colpe che non hai. Ciò non dovrebbe verificarsi, perché l'indifferenza è la peggiore arma che si possa usare.»
Donato Leo

«Introspezione che sembra annientare l'Autrice e la imprigiona "dentro silenzi che hanno cancellato ogni sentiero percorso", quasi che il silenzio amico della solitudine con un colpo di spugna cancelli percorsi di vita insieme. L'orizzonte appare un filo di luce lontano, irraggiungibile... l'alba del nuovo giorno, chissà se sarà foriero di novità. La nota è da fare propria. Grazie!»
Paride Giangiacomi

«accorgersi di aver perso l'interesse della persona che amiamo ci riempie di angoscia, ci ritroviamo soli, d' un tratto cadono le nostre certezze, i nostri punti fermi, dentro silenzi che tutto inghiottono, anche noi stessi. Un testo splendido seppur drammatico, grande poetica per una grande autrice.»
Antonella G

«Quando per qualcuno eravamo importanti, necessari e d'un tratto non veniamo più "considerati" ci si sente anonimi, come se non si esistesse. L'indifferenza è peggiore dell'odio ed è come se l'altro ti dicesse "tu per me non esisti". Fa male, molto male e la Poetessa esprime in versi espressivi questa sofferenza. C'è gente meschina e egoista che non capisce di fare tanto male e allora? Meglio rassegnarsi e capire che la persona che si è perduto non era un "vero uomo" (o una vera donna) ma un essere meschino che è meglio dimenticare. E poi... si può essere importanti per tante altre persone e per se STESSI...»
Sara Acireale

«Visione eloquente di un processo esistenziale violato dal vuoto, dal male, dal dolore. Il tempo ha attimi irreversibili attraverso cui si vive in bilico, sospesi in una condizione d'incertezza fuori e dentro di sé; tutto svanisce come l'orizzonte
che lentamente sfuma nella sera... ma tra tante lacerazioni è necessario intravedere vie d'uscita per la riappropriazione del sé .Intenso il sentire condivisibile della poetessa... un canto risentito disteso su versi densi e maturi con dimensioni fisiche e metafisiche. Lirica che si fa suono e cattura... Il mio elogio Poetessa!»
Anna Di Principe

   «La tristezza nel cuore e nell'anima rende vulnerabili, le ferite che ancora sanguinano, ci mettono molto più tempo a guarire senza rassegnazione. Arriverà anche quel momento in cui, quel senso di sè stessi creduto perso, riprenderà significato in un quotidiano vivere... l'universo che si apre agli altri, di colui che si è amato, non può e non deve essere la parte che ci appartiene in esclusiva... per questo vale la pena riemergere, per difendere fortemente il ricordo unico ed esclusivo... se amore è stato amore è amore sarà anche nell'anonimato.»
piera tola

«Lirica malinconica e molto sentita, quando si diventa trasparenti agli occhi degli altri,
di chi si vuol bene, allora ci si sente vuoti dentro e il mondo può crollarci addosso.
Ma tu non sarai mai anonima, i tuoi versi si faranno sempre sentire.»
Ventola raffaele

«Diviene solitudine... anche il silenzio che un tempo significava tutto... quando la condizione di abbandono diviene una pugnalata al cuore... perché ci si sente traditi.
Versi molto sofferti... spalancano al mondo il proprio stato d'animo... che in quei momenti
vive una triste realtà.»
zani carlo

«La malinconia e la solitudine due brutte compagnie. Quando si ripresentano ci si sente come un sacco svuotato; non si regge in piedi. Una sensazione di abbandono in balia di anche di un soffio . Si perde l'identità sottolinea l'autrice con versi di grande intensità. Non dovrebbe accadere ma spesso è così come è stato abilmente descritto. Strano che si dica vivo in compagnia della solitudine. molto apprezzata.»
Luciano Capaldo

«Anche se si rimane da soli, esonerati, non per nostra colpa dal sentimento, non si rimarrà mai anonimi per il mondo per gli affetti più cari, per gli amici e per ciò che rappresentiamo nella società. La nostra personalità esiste, nessuno ce la può cancellare, neppure coloro che tentano con cattiveria o ignoranza di volerci fare abbassare l'autostima. Ma noi siamo sempre forti col nostro carattere, anche se per un periodo possiamo essere amareggiati, passerà ed il sole tornerà a risplendere alto nel cielo. Una lirica che ho molto apprezzato per il suo contenuto e per l'ottima forma!»


«Sentirsi anonimi in mezzo a un mondo che va avanti. Sentirsi esclusi, isolati e non attendere nulla dalla vita. Una riflessione dura e invadente, una voce che si erge nel suo dolore. Una poesia che entra nella mente e pretende il suo spazio. Uno stile inconfondibile.»
Pagu


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Rosetta Sacchi ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 36 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Taci (06/07/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Vi sono posti (20/06/17)

Una proposta:
 Il mistero di una mamma (08/05/17)

La poesia più letta:
 Questo silenzio (14/07/11, 6343 letture)

  


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