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In cerca dell’assoluto

Pasquale Farallo

Introspezione

Umilmente mi aggiro
nei vicoli della mente
di notte, tra rivoli di sapienza
alla luce di una fioca vampa,
novello Diogene,
in cerca dell’Assoluto:
La divina conoscenza
che mi strazia e mi consuma
ma sfuggente non mi arride.

S’intravvede, poi mi fugge
mi sogghigna e si dilegua
dilaniando il mio sentire
con il suo ingannevol dire.
Come Tántalo e il suo supplizio
io la tocco e non la vedo
la sento ma non la possiedo
ad essa mi abbevero ma non mi disseta
e sconsolato riprendo il mio cammino...

A fatica ascendo
tra le ardue ed aspre rupi del sapere
e scoscesi dirupi
dove la mente si smarrisce
e l’anima s’inebria di ascetiche esperienze
confutando le inutili insipienze,
d’ambrosia e di miele
di vino e di mistico assenzio
come in un iniziatico convegno

Ma in questo mondo cupo e astruso
ella non rivela la sua essenza
e l’aletheia, ultima dea,
ne rimane ben celata.
Sempre vano è il desiderio
di chi la cerca e mai la trova
ché sol da lungi potrà vederla
e mai nessuno la farà sua
nè tantomeno potrà sfatarla

Pasquale Farallo | Poesia pubblicata il 02/07/15 | 1597 letture| 3 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Grande è il dire, ma poca cosa è espimere il sentire! Il cuore umano è troppo piccolo per contenerlo interamente...»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

3 commenti a questa poesia:
«Curiosa storia, inerente ad un viaggio mentale, atteso con ansia e affrontato con un’anima piena di aspettative, per il luogo destinato.
Scorrevole è la lettura e chiare le descrizioni che definiscono i giorni contrassegnati dalle esperienze interiori del poeta, nonché lo spettacolo di una realtà, assai differente rispetto a quella, forse, già impressa nella memoria dello spirito.
Il testo suscita interesse per il comportamento adoperato nell’affacciarsi all’emozionante avventura.
E quando si visitano posti sconosciuti, si riparte con un bagaglio ancora più pieno, poiché ricco di sensazioni e percezioni, masticate durante il percorso fatto.
La ricostruzione particolareggiata della situazione argomentata mi è stata gradita.»
Galante Arcangelo

«L'istinto della ricerca è il filo che ci collega all'assoluto. Dentro di noi sappiamo e sentiamo che esiste, ma possiamo coglierne solo quella parte che ci appartiene. Per il resto, sappiamo solo che ne facciamo parte e potremo comprenderlo solo cambiando prospettiva visuale.»
Azar Rudif

   «la sete del sapere è sempre stata l'esigenza primaria dell'intelligenza umana ed è così sconfinato che approcciandosi si è colti da vertigini come di fronte a un baratro minaccioso e profondo.»
D’Urso Marino


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Pasquale Farallo ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 10 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Una donna fragile e fiera (13/05/15)

L'ultima poesia pubblicata:
 Emozione e sentimento (04/01/18)

Una proposta:
 Il pescatore (25/07/15)

La poesia più letta:
 Una donna fragile e fiera (13/05/15, 3505 letture)

  


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