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Gerla di pensieri spersi, fuori da date (come fiori non di mimose)

Anna62

Donne

Nel sobbalzo epocale
spersero lo sfalcio
della stagione buona;
portatrici carniche
fino in prima linea.
Po fiori da deporre,
medaglie da appuntare .

Ma intanto dimmi:
come sono morta ancora?
Portando munizioni,
lungo un canale, nuda
o fra le mura domestiche;
divenute arsenali di vendetta?
O forse franando
nello strazio del restare,
comunque restare?
Dammi un sillabario vergine
su cui riscrivere don- na
libera dalla genia della colpa,
da chiodi del dovere
Sono Ishshah
derivata dal fianco che mi volle schiava,
condannata a nascondere desideri
in seno
Invano sollevo il velo del rito che ci unì,
ho una gerla d’ortiche sulla schiena,
ma nelle mani, per te, Ish,
uomo mio, ho sempre un fiore

Anna62 | Poesia pubblicata il 13/02/15 | 4214 letture| 7 commenti

 
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Nota dell'autore:

««Venivano chiamate a qualsiasi ora del giorno e della notte – le portatrici carniche dovevano presentarsi ai depositi per riempire le gerle, svuotate dalle messi, di nunizioni Partivano con qualsiasi condizione atmosferica, con calzature di pezza
confezionate in casa, i cosiddetti scarpetz, o con zoccoli di legno che poco aiutavano quando i versanti montuosi erano ricoperti di neve. Le donne accompagnavano l’avanzata con preghiere e canti, per vincere la paura di spari e granate e. Diverse morirono. Mi domando cosa sia cambiato oggi, quando una donna resta in gabbie di doveri»
»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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7 commenti a questa poesia:
«La donna è sempre stata sottovalutata, e sarà così finché non le sarà riconosciuto il suo vero ruolo... versi veri che fanno riflettere... viva le donne!»
Marinella Fois

«dico solo che per l'enorme e smisurata sensibilità invidio le donne... per la loro tenacia e forza... per come sanno affrontare i dolori e le difficoltà... questi versi mi hanno dato solo la conferma di tutto ciò...la considerazione dell'Autrice è da condividere e grazie per averla inserita... apprezzatissima»
Giacomo Scimonelli

«Versi dalla stesura ottima, che toccano un tema antico e che si perpetua. La donna sottomessa che si fa esplodere in nome di leggi ataviche e religiose... la donna che genera vita, ma costretta a dare anche la morte. La poetessa con il suo testo pone il lettore a riflessioni e a verità che nel terzo millennio non vorremmo più ascoltare... apprezzatissima.»
Anna Di Principe

«Il tempo passa ma la storia pare sorda ai suoi insegnamenti. Ciclicamente l'esistenza ripropone alle sue creature la possibilità di rimediare al secolare errore di stilare una classifica all'interno della quale individuare l'anello "debole", per poi spezzarlo. Non si tratta di selezione naturale, si tratta piuttosto di un sistema malato che, nel non riconoscere nella donna una parte integrante di sé, è destinato ad estinguersi. Sbaglia di grosso chi pensa che l'emancipazione consista nell'attribuire alle donne ruoli prettamente maschili: non è facendole imbracciare un fucile che la si valorizza. Complimenti alla poetessa per l'originalità nel trattare un tema quanto mai attuale.»
Chiara Vacchieri

   «Le donne che facevano da staffetta per le munizioni, le prtatrici carniche hanno fatto la storia come i loro compagni uomini ma vengono citate poco, per loro non c'è stata medaglia o aureola di eroismo, anche se eroine sono state. Si sono sacrificate compiendo fino in fondo il loro dovere.»
Sara Acireale

«E' un vero piacere leggere opere di questa portata
e ancor più grande è i piacere che, ad averla così altamente
musicata, sia stata la mano e l'anima di una donna!
Molto più che apprezzata, contenuto e forma ottimi!»
Patrizia Ensoli

«Un simbolo che riversato ai nostri giorni rappresenta una realtà poco dissimile, in quella gerla trasferisce il peso insostenibile che ancora oggi la donna deve sostenere per conciliare lavoro e famiglia, ricoprire compiti che sembrano non definirsi mai in un limite tangibile, fissato da un punto. Non so se oggi una donna debba essere considerata un'eroina, ma non credo sia ciò che vuole, penso che voglia soltanto avere un suo ruolo definito ed il cui valore venga riconosciuto almeno come quelli degli uomini, e avere la possibilità di donare quel fiore prima che appassisca nell'indifferenza. C'è tanta giustificata ribellione in questa lirica, quel "derivata da un fianco" non vuol dire di seconda categoria.»
Enrico Baiocchi


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Anna62 ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 27 poesie

La prima poesia pubblicata:
 I sogni (26/03/12)

L'ultima poesia pubblicata:
 Tango (30/05/16)

Una proposta:
 Vecchiezza (06/03/15)

La poesia più letta:
 Io sono l'albero (01/06/12, 5900 letture)

  


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