Poesie scelte da Scrivere.info

Quant’era bello chiacchierà

Enrico Baiocchi

Dialettali



So già vent’anni ch’oramai so morto
ma pare che solo io me ne so accorto,
quassù semo un sacco de mijoni,
tanti so vecchi ma i più so dei cojoni.

Ieri er capo ‘a voluto fa ‘na festa,
ci’a messo a tutti un numero su’a testa,
ha preso er computer e ‘a tirato a sorte
chi pe’ un giorno tornava dalla morte.

So uscito io, me so zompati addosso,
voleveno comprasse er numero sortito,
sordi, gioielli e regali a più non posso,
puro coll’oro m’avrebbero riempito.

Mi so guardati: "aho, mica stamo su’a tera,
che tutto se compra, che tutto è corruzzione
che pe n’euro so pronti a fa ‘na guera
ammazzà ‘a gente e distrugge ‘na nazzione.

Qui semo morti, stamo a scontà e pene,
e si permettete mo vojo annà laggiù,
p’arincontrà chi m’a voluto bbene,
e p’aricordaje che io nun ce sto più".

Ho preso l’ascensore, ho spinto pianozero,
me mancava er fiato pe’ com’era veloce,
so’ tornato in mezzo ai vivi pe’ davvero,
staveno zitti, come nun ci’avessero la voce.

Ho fermato un regazzino e ho domannato:
"ma ch’è successo, perché nun ve parlate?"
e quello a testa bassa m’ha appena sussurato:
"zitto, nu’ lo sai ch’e parole so vietate?"

"Ar massimo si voi, poi scrive cor WhatsApp".

Enrico Baiocchi | Poesia pubblicata il 04/02/15 | 2038 letture| 5 commenti

 
<< SuccessivaPrecedente >>
<< Successiva di Enrico BaiocchiPrecedente di Enrico Baiocchi >>
 

Nota dell'autore:

«Un po’ di fantasia e satira, ma ho paura che tra pochi anni all’umanità non servirà più la voce, le comunicazioni saranno solo digitali o addirittura sensoriali... ma purtroppo non servirà a risparmiare che tanti dicano e facciano ugualmente tante bojate...»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.


5 commenti a questa poesia:
«Ben riuscita questa riflessione... e poi... nel dialettale riesce a dare quella forza in più...arriva tutta quella perplessità...che facilmente sfugge... di come era così bello chiacchierare ...ascoltando la voce ... le sue variazioni di tono... ascoltare la cadenza di un dialettale e riderci sopra per un parlare usuale e coinvolgente... Verissimo... nel mondo virtuale si perdono tutte quelle sfumature che può dare ogni singola voce... Quei messaggi sono così freddi ...a cui... purtroppo tanti si stanno abituando... Una giusta dose di ironia e fantasia... rende gradevole e avvolgente il testo...
Molto apprezzata...»
Antonio Biancolillo

«Quella quinta strofa mi ha lasciato stupefatto, ma tutta la lirica con il suo vernacolo ironico, la sua fantasia così irreale, una trama originale di cui devo assolutamente complimentarmi con l'autore perché è coinvolgente e melodicamente bella, l'ho letta con particolare interesse essendo il sottoscritto nato a Roma e per oltre 50 anni ne ho vissuto i fasti e la bellezza. Una descrizione alquanto particolareggiata e divertente, ma alla fantasia devo dare voto 10 e lode, complimenti all'autore.»
sergio garbellini

«Ottimo testo, ironico e scanzonato
quanto spietatamente reale ...
Al di là del significato palese e che condivido totalmente
l'autore in questa lirica in vernacolo, mi ha riportato alla mente
i tanti film di Alberto Sordi, dove la tragicità della realtà umana
veniva affrontata nei bianco e nero ironici, pungenti
e molto, molto malinconici!»
Patrizia Ensoli

   «certo, con l'avvento dei media, computer in testa e dispositivi vari, la comunicazione sia divenuta più scritta che parlata. Io la trovo un'involuzione più che un'evoluzione. ma il problema più profondo è che sempre più ci nascondiamo dietro le parole siano esse scritte o pronunciate. C'era un tempo in cui bastava uno aguardo per capirsi, una stretta di mano per suggelare un patto. Oggi ci sono amori che cominciano con un Sms e finiscono allo stesso modo, invettive che si lanciano via etere per non aver il coraggio di guardarsi negli occhi. Insomma, ci illudiamo di comunicare, ma sempre più erigiamo muri di diffidenze e incomunicabilità. Forse, forse, la poesia, quando è tale, assolve ancora questo compito! Apprezzata molto!»
Anna62

«simpatica divertente anche se alla fine porta a profonda riflessione ...ha ragione il poeta tra poco la voce nn servirà più la tecnologia ci ha schiacciato...
mi é piaciuta molto anche il vernacolo romano ben critto...»
carla composto


Per inserire commenti su questa poesia, vai sul sito Scrivere
 
Enrico Baiocchi ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 44 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Soffro sognando (02/01/10)

L'ultima poesia pubblicata:
 Il sapore dei fiori (12/02/18)

Una proposta:
 Il mondo di chi sa vivere (07/05/17)

La poesia più letta:
 Cuore vuoto (24/05/10, 11590 letture)

  


Enrico Baiocchi

Enrico Baiocchi

Ha scritto anche…

Ultime poesie pubblicate:

Pubblica in…

Ha una biografia…

Enrico Baiocchi Leggi la biografia di questo autore!

Ha pubblicato…

San Valentino 2010
Autori Vari
Poesie d'amore per San Valentino
Pagine: 110 - Anno: 2010
ISBN:




Sito di poesia: pubblicare poesie su Internet

Poesie scelte più recenti nel sito:

 

Copyright © 2018 Scrivere.info