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I sentieri del Tempo

Paride Giangiacomi

Famiglia

Riporta indietro il tempo,
quando ancor bambino
scoprivo il mondo a me vicino.
Quando era avventura
un nuovo Amico, un nuovo gioco
un luogo mai visto;
quando il silenzio era spavento
e la caciara il sentirsi vivo
e uguale agli altri.

Ed eravamo esploratori,
aprendo i sentieri tra i rovi e l’acacia,
fantasticando su battaglie e amori,
di improbabili cavalieri,
armati di canne e di venchi.

Non si torna indietro nei sentieri del tempo...
ma la vita, i ricordi, gli affetti darei
per sentire la voce di mia madre che mi chiama
perché torni a casa per la cena...

Paride Giangiacomi | Poesia pubblicata il 21/10/14 | 1623 letture| 2 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Il venco, anzi in dialetto corinaldese, il "vèngo" è un arbusto simile, se non lo è addirittura, al giunco. Le madri, di solito, lo imbracciavano per sferzare le gambe dei loro pargoli; l'espressione era del tipo: "adè pio un vèng e tel do 'nte le gamb."»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

2 commenti a questa poesia:
«Senza passato non c'è presente e nemmeno futuro. Penso che ognuno di noi vorrebbe possedere la macchina del tempo per ritornare (almeno per un poco) al tempo felice dell'infanzia quando tutto era magia e gioco. Se manteniamo il cuore fanciullo possiamo, ogni tanto, ritornare con la fantasia dentro l'Eden della nostra fanciullezza.»
Sara Acireale

   «Leggo con piacere (forse anche perché la famiglia di mia madre era marchigiana, di Pesaro) i "quadretti corinaldesi" di questo bravo autore. Qui egli pone l'accento sul ricordo del passato, pratica che non trova sempre tutti favorevoli, perché, sostengono costoro, bisogna guardare al futuro. Ma cos'è il futuro, se non la continuazione sotto altre forme del nostro incancellabile passato? Ho linguisticamente apprezzato molto anche la nota, per la presenza di quell'espressione dialettale che ci fa meglio gustare l'aneddoto.»
Antonio Terracciano


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Paride Giangiacomi ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 8 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Cerco l'Amore (19/08/14)

L'ultima poesia pubblicata:
 E’ sera (30/01/18)

Una proposta:
 Fiorir di crepe (22/04/16)

La poesia più letta:
 Cerco l'Amore (19/08/14, 2450 letture)

  


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