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Ricordi di un tempo lontano

sergio garbellini

Riflessioni

Là, dove il ciel lambisce la grandezza
e dove un fiume tocca solo i lembi
di Cotanta Città, che noma Altezza
ogni popolo o razza e a Lei s’inchina,
io nacqui.

Il tempo della casta fanciullezza
fu triste, martoriato dalla guerra,
fin quando, crudelmente, la tristezza
armò di penna la mia man divina
e tacqui.

Eventi che la Storia ha già scolpiti:
le bombe che fischiavano sui tetti,
le grida laceranti dei feriti,
le strade ricoperte di macerie
e fame!

Le vedove, del mondo partigiano
votati al sacrificio per la Patria,
e gli orfani cresciuti in modo insano
per colpa d’un conflitto doloroso,
infame!

Tacque la voce, ma gridò la mano
quegli orrori cruenti della guerra,
nel mesto pianto del relitto umano
che inerme, grida al mondo e, lento, muore
in pace.

La penna, oggi, scrive a malincuore
quegli orrendi episodi e la memoria
cerca, con forza, di dimenticare
la guerra, coi suoi drammi luttuosi,
e tace.

sergio garbellini | Poesia pubblicata il 21/04/13 | 917 letture| 4 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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4 commenti a questa poesia:
«La città amata; le vedove; la guerra: nostalgia e dolore e la passione di raccontare! il Poeta sa piangere.»
Laura Tonelli

«L'efficace capacità nell'ambientare le proprie liriche, l'uso sapiente della melodia e della metrica, testimoniano quanto sia possibile rendere attuali versi che rispettano i canoni più classici della poesia. L'autore dopo aver magistralmente lamentato le tragedie dell'ultimo conflitto mondiale si rassegna al dolore della penna nel raccontarle. Complimenti sinceri.»
Enrico Baiocchi

   «Belli e significativi questi endecasillabi per ricordare i tempi amari della guerra. Ma ciò che mi ha più colpito è stata la "coda" di tre sillabe di cui ogni quartina è arricchita. Questi versi brevi, secchi, mi hanno dato quasi l'impressione di improvvisi eventi funesti (bombardamenti, ad esempio) tipici di una guerra in corso, con tutto il suo corredo di imprevedibili e repentini strazi.»
Antonio Terracciano

«Felice di leggere su questo sito un Autore che reputo ..."Maestro" con la M maiuscola .
Versi di indiscutibile fascino e perfettamente stilati.
Un caro saluto!»
Duilio Martino


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 Le sue 20 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Chiedo scusa a mia madre (21/02/13)

L'ultima poesia pubblicata:
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Una proposta:
 I QUATTRO CAVALIERI dell'APOCALISSE (03/01/15)

La poesia più letta:
 "Regàlami una favola d'amore! " (16/03/13, 6869 letture)

  


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