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Er monumento de Garibaldi

sergio garbellini

Dialettali

Guardanno in arto, in cima ar monumento,
m’accorsi che ‘n groppa der cavallo
Garibaldi ‘n c’era più, stava in lamento,
seduto proprio in pizzo ar piedistallo!

Aprì l’occhi e me disse in modo strano:
“ ‘Sta Roma, nun è più la Roma vera
‘ndo so’ passato co’ la spada in mano,
‘ndo so’ passato in testa a la bandiera!

L’hanno truccata come a carnevale
‘sta Città Sacra da li sette Colli,
‘sta Roma diventata Capitale
de mille tasse e centomila bolli!

E guarda lì, vicino a quer cantone,
‘ndove la battaja fu più accesa,
adesso ciànno messo ‘n pizzardone,
vicino ciànno fatto ‘na gran chiesa!

‘Sta Roma mia, regina della Storia,
‘sta Roma che ner nobbile Ottocento
regnava sopra er trono della gloria,
adesso sembra chiusa in un convento!

...E, poi, te vojo fa ‘sta confessione:
che tra lo smog, er fumo e la benzina,
me so’ ridotto ‘n tizzo de carbone!
‘Sto traffico me sta a mannà in rovina!

E la gente? E’ tutta scatenata!
Coreno tutti a più de cento all’ora!
Bisogna che se danno ‘na carmata
sinnò ‘sto monumento va in malora! ”.

Guardava e piagneva dar dolore ...
Fu allora che zompaj sur piedistallo
e je dissi cor pianto drento ar core:
...“E daj, Garibà, ... rimonta sur cavallo!”.

sergio garbellini | Poesia pubblicata il 02/04/13 | 1725 letture| 1 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Questo è il mio cavallo di battaglia, è la poesia che mi ha permesso di conoscere Alberto Castagna, Marisa Laurito e Mino Reitano, all'interno del Teatro e poi sul palcoscenico di Canale 5, un ricordo che conservo immutabile nel tempo, ... trovarsi dentro lo stanzino delle truccatrici insieme ad Alberto Castagna, non è cosa di tutti i giorni, e la mia esibizione teatrale nel declamare la lirica al pubblico è stata molto apprezzata ed applaudita in tutta l'Italia. Momenti indimenticabili, d'altronde i versi toccano il cuore delle persone con una trama sempre attualissima.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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1 commenti a questa poesia:
«Un sabino, narrò, a un de' mie' avi,
ch' ei cominciò co' 'l: "Daje Garibbardi!!"
A ruzzoloni, in fine, e... in tòn beffardi
"L'éssimu dittu, che t'aribbardavi!!"»
Vaibhava das Vito Parisi

  
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