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Ho fallito

Giacomo Scimonelli

Introspezione

Testa china
ennesimo risalire lungo la via...

strada soffocante e stretta
tra deviazioni improvvise
che non lasciano scelta

bocca asciutta e lacrime in tasca
pianti da nascondere
sorrisi pronti all’uso

maschere usa e getta
sentenze confezionate
da moralismo falso ed astuto

la gioia arranca
la monotonia spiazza
devastante combinazione
tra tristezza e rassegnazione...

Giovinezza lontana
i tuoi sogni son morti
sepolti dal reale vivere
nascosti dall’impossibile sospirare

vergogna arcana
lacrime silenti adesso pesano

son pietre
duri macigni
nell’anima prigioniera

sensi di colpa
nel cuor ammaliato
cupo e rassegnato...

Affretto il passo

l’opera ha inizio

l’ennesima maschera aspetta
accantono inutile supplica
entro nella parte...

non cerco perdono...
...ho fallito!

D’ipocrisia mi coloro
il dolore è il mio contorno

fioca speranza luccica
silenziosa arretra
stanca oramai
dell’ennesimo sfogo...

Giacomo Scimonelli | Poesia pubblicata il 08/06/12 | 5809 letture| 42 commenti

 
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42 commenti a questa poesia:
«Una panoramica che mette in discussione le scelte del passato e quelle future, che forse dovranno essere prese, evidenziando intensi ripensamenti sugli errori commessi.
La vita pone l’uomo dinanzi allo specchio, malgrado non voglia vedere, chiaramente, in faccia la realtà e tentando di rimandare l’analisi delle situazioni che vive.
Poi, se in gioco entrano i giudizi altrui, le critiche sbagliate, le osservazioni fuori luogo, e il tutto si allea a una sensibilità assai forte, potrebbero subentrare sensi di colpa, vergogna e concitati sentimenti, i quali, certamente, non favoriranno il dipanarsi di quella nuvolosità di pensieri, che nella mente dimorano. Un fallimento resta didascalico, come prova da superare, poiché apporta nuova esperienza»
Galante Arcangelo

«Maschere, finzioni, lacrime in tasca. Il momento della delusione cocente, quando si fanno i conti e i numeri fan paura, la tristezza cristallizzata per via, tra sorrisi che cadono increduli e chiacchiere sparse, nel frastuono del divenire»
Mina Cappussi

«Non cerco perdono ...ho fallito...
versi molto sentiti carichi di sentimento... complimenti! bella!»
Maria Manzari

«E' duro fare i conti con se stessi di fronte a delle sconfitte che sono in parte causa delle nostre leggerezze ...o disattenzioni allora in quel caso il fallimento diventa ancor più difficile da accettare. Lirica molto forte nel contenuto e versi toccanti che coinvolgono il lettore. Complimenti all'autore sempre»
Anna Rossi

«scrivi con il cuore in mano, si sente, amo chi si mette in gioco,
...quando si feriscono le persone care ...al cuore... anche involontariamente...
rendersi realmente conto e accettare di aver sbagliato è difficile...
tu sei così sincero che non fai veto dei tuoi errori...
questo ti onora... io, chiedo scusa, perdono, se credo di aver sbagliato,
ma non credo sia giusto... Complimenti per la tua lirica...»
Adele Vincenti

«Quando ci si rassegna di non essere compreso, si è costretti ad indossare le maschere per procedere
nell’apparente serenità . E’ questo purtroppo il vero fallimento, anche se interiore. Le emozioni sono più complesse di un’azienda multinazionale, che pur s’è fallita può rinascere materialmente. I versi di questa poesia pesano molto sul cuore del lettore. Mi auguro che anche i sentimenti un giorno rinascono senza dover indossare le maschere e che l’ipocrisia venga sostituita dalla serenità e autostima raggiungendo una vita piena di felicità che ogni essere umano merita, pur avendo sbagliato.»
Stella Corrado

«mamma mia! Un po\' per la musica dal ritmo incalzante, come del resto il testo..., un po\' per il tenore dello stesso, ho tenuto il fiato sospeso fino all'ultima parolaaaaa. E' la disfatta? Non credo proprio: c'è sempre un modo per ricominciare, si fà autocirtica e poi si va avanti cercando di rimediare- Dolore, dolore, dolore che mi ha procurato dispnea, fame d'aria. Coraggio!»
Anna62

«nessuno è perfetto tantomeno chi si crede di esserlo.
i fallimenti (come li chiami tu) servono anche loro nella nostra vita...
se non altro per rafforzarci, insegnandoci a non sbagliare nuovamente.
buttiamo via le maschere e continuiamo ad essere noi stessi, senza mimetizzarci dietro di loro, e... chi non ci aprezza per quel che è la nosta vera sembianza ...non è degno di noi.»
rita damonte

«Parole sofferte di un'anima prigioniera di se stessa che urla il suo dissenso verso scelte dolorose dettate da un ingranaggio da cui è difficile uscire; profondo stato d'animo... molto apprezzata.»
Laura Di Vincenzo

«spesso non essendo capiti si è costretti ad indossare una maschera e recitare una parte come in un teatro per mostrare a chi ci circonda che vada tutto bene, soffocando e martoriando il nostro "io "sentendosi falliti, ...versi molto profondi»
angela fiore

«La maschera è quasi diventata una costante nelle liriche introspettive di questo autore segno della sua grande insofferenza nel doverla indossare... forse sarebbe meglio gettarla via e mostrarsi per quello che si è a dispetto del giudizio altrui...
Una lirica sofferta ricca di immagini suggestive, intima ma inevitabilmente coinvolgente.»
Cinzia Gargiulo

«Molto doloroso, abbandonarsi al senso di colpa e rassegnarsi a un cammino senza più speranza... La vita spesso è una tragica commedia. Molto profonda e toccante, condivido e apprezzo. Complimenti.»
Laura Maira

«Molto apprezzata, soprattutto per la capacità di mettere a nudo la propria sensibilità e la capacità di autocritica, autoanalisi che sfocia nella poetica introspezione dell'umano dolore di fronte ai sogni non realizzati, le speranze disilluse, le istanze disattese. , sincera e spietata, profonda e sentita.»
Maurizio Melandri

«Capita a chiunque nella vita di sentirsi dei falliti, ammetterlo è onorevole. Tuttavia per non dare dolore alle persone che ci sono vicine, indossiamo una maschera, fingendo che vada tutto bene. Purtroppo questo errore è un macigno che pesa più del fallimento, poiché il mentire alle persone care può davvero farci sentire ancora più sofferenza, e più in colpa verso noi stessi.
Ammirevole poesia.»


«Una lucida e severa introspezione verso la propria persona. A volte siamo troppo duri
con noi stessi, con i nostri errori non rendendoci conto che ogni evento, bello o brutto che sia, se avviene ha una sua ragione di essere. Dovremmo imparare ad essere maggiormente comprensivi nei confronti di noi stessi e darci maggiori possibilità di rinascita. Molto profonda, bella, condivisa ed apprezzata.»
Paola Vigilante

«Si resta immobili davanti a questi versi, immobili nell'ascoltare leggendo le parole l'effetto che provocano al cuore. Dura, forte, in tutta la sua veste, questa introspezione riesce a colpire, a raggiungere le alte sfere dell'anima. Non di facile leggerezza quest'anima che si esprime, come scrive l'autore:"lacrime silenti... son pietre/duri macigni/nell'anima prigioniera". Un'anima che quando è al cospetto dell'amarezza s'infligge un colpo forse a volte troppo duro... che si scioglie, sbiadendo la rabbia, in uno sfogo riparatore. Bellissima!»
Rita Minniti

«Un'introspezione che graffia come vetri appuntiti... La stima di sé riguarda i sentimenti che ciascuno ha nei confronti di se stesso, il modo in cui si vede, si giudica e si attribuisce valore. Credere nel proprio, valore e sentirsi intimamente sicuri, aiuta a rispondere adeguatamente a sfide e opportunità a NON sentirsi falliti. In ogni caso, al di là delle diverse teorizzazioni che riguardano questo aspetto complesso e variegato della nostra personalità, ciò che è certo è che ciascuno di noi è unico, speciale, meritevole e degno d'affetto e, sebbene a volte possa sembrare difficile crederlo, ricordarlo può aiutare ad affrontare in modo più efficace le sfide della vita. L'errore è dell'Essere Umano, perché imperfetto.»


«Una introspezione durissina che non lascia spazio a dubbi.
E' stato già detto tutto di questa splendida lirica in versi di grande spessore. Mi limito a costatare la costante crescita dell'Autore che diventa sempre più acuto e tagliente nel suo verseggiare. Splendida F*S»
Duilio Martino

«...è un'introspezione da brivido, che tocca l'anima nel profondo, che la vorrebbe risanare, risollevare dal dolore, dalle delusioni ricevute e date!! che vorrebbe guarire dagli errori commessi, per poter risalire in superficie e finalmente respirare di nuovo quell'odore vellutato di rinascita, perché solo dopo esser caduti ci si può rialzare!!!...magari con le lacrime in tasca!! versi straordinari ed intensi!!»
Paola Galli

«Una melaqnconia rimane il filo conduttore di questa lirica, nata dall'analisi introspettiva dei propri errori che nel corso degli anni ciritroviamo inevitabilmente a rimpiangere d'aver commesso... Ma ironicamente, non ci rendiamomo conto che sono quegli errori che ci fanno assaporare molto più i piccoli spazi di gioia che ci offre la vita. Un antico filosofo se non ci fosse il brutto non esisterebbe il bello... Piaciuta»
Idalgo Visconti

«bocca asciutta e lacrime in tasca
pianti da nascondere
sorrisi pronti all'uso
.
mi permetto di sottolineare questo passaggio, fulcro (a mio modo di vedere) della lirica, e risultato dei propri sogni sfumati
apprezzata, molto»
EnzoL

   «Nel tuo profondo pozzo dell'anima c'è molta tristezza e rassegnazione.
Il fallimento credo che sia un termine poco appropriato, perché c'è sempre una prova d'appello, una rivalsa non fatta di maschere usa e getta (diciamo accomodanti), ma di prove di carattere, con il coraggio di capire il proprio errore e ripartire più forti di prima. Gli errori servono a rafforzarci interiormente e a costruire il domani. Lirica che apprezzo molto per il suo stile e bravura poetica.»
Salvatore Testa

«Un'introspezione dolorosa e profonda, ma in cui intravedo anche uno spirito di ribellione e di speranza (personale interpretazione) a volte il darsi per perduto è il miglior modo per reagire e risalire
Versi ben scritti, piaciuta molto»
Rossi Alessio

«Tutto è già stato detto... è bellissimo leggersi così a fondo e conoscersi e riconoscere, anche ciò che non si vorrebbe. La vita ha anche questo, penso si debba accettarlo.»


«Il momento del rimpianto e del sofferto incedere, fa parte del comune fardello. Capire il senso della vita, superare attimo per attimo tutte le insidie, perché il seme della verità non muoia mai. Noi umane genti, esseri piccoli e fragili, che ci perdiamo con facilità lungo le stagioni. Nessuno mai è perfetto, ciascuno ha il suo Tallone D'Achille: non esistono persone buone e persone cattive a priori... Esistono... uomini e donne, che hanno commesso più o meno errori... la lacuna nel particolare è parte di noi. Mettere da parte " fallimenti ed errori" per ricostruire la " Verità e Sentimento" nel ricercare quegli obiettivi, " la Maschera sarà più leggera" e la tempesta piano piano si allontanerà e prenderanno campo nuove stagioni. Poesia bella»
Giancarlo Fiaschi

«Altro che pensiero, questa è una delle tante storia che non avranno mai termine... il cuore dell'uomo è fatto di pietra pronto a tradirti lasciandoti solo nel silenzio di questo mondo fatto in parte di colori ed ipocrisie. Di amicizie fasulle e moralisti di questo millenio non fanno parte di un poeta. Guardarsi dentro per una ripartenza è la cosa migliore, spesso il male non viene per nuocere... ma per voltar pagina per correre spediti... gradita complimenti poeta»
Domenico Nenna

«un'introspezione che non lascia spazio al sentimento e rivela tutto il dissidio interiore che travaglia il pensiero dell'autore. Ben stilata anche se triste!»
maria cavallaro

«bellissima a volte ci sembra di aver sbagliato tutto... ricominciare??? non sempre si può...non sempre veniamo capiti... non c'è via d'uscita i pensieri come macigni... ed ecco pronta l'ennesima maschera... ma è difficile molto difficile... grazie poeta per ciò che scrivi e per quanto, ci porti a riflettere... bellissima molto apprezzata ...»
carla composto

«Se quando ci si sente giù, falliti come tu dici, si potesse guardare la vita di tante altre persone, attraverso uno specchio, ci si sentirebbe confortati ed in buona compagnia. Non immagini quanti esseri umani provano le tue stesse sensazioni, hanno sogni morti alla nascita, illusioni che abbagliano gli occhi ed una vita da portare avanti bene o male anche per non sentirsi in colpa, mettendo in prima linea i propri bisogni spirituali e non, a discapito delle persone care e della loro tranquillità. E allora tu ingoi, nascondi la tua anima ed indossi la maschera sorridente e spensierata, t'immergi tra la folla colorato d'ipocrisia. E' inutile dirti che apprezzo i tuoi versi, sincero sfogo senza nascondimenti, condiviso e apprezzato!.»
Ela Gentile

«Gli errori fanno parte della vita servono a farci riflettere e crescere... Piaciuta molto, fiocco!»
elisabetta tegas

«Rifletto... Ma che importa non essere capiti da chi non capisce? La lotta è tra noi e noi e l'ipocrisia che copre i nostri fallimenti non è per noi... Versi molto intimi, ben scritti e apprezzati da chi legge...»
Lina Sirianni

«l'autore introduce un tema spinoso il fallimento, la cui percezione a volte è estremamente soggettiva, legata alla particolare sensibilità e severità di giudizio della persona stessa. Non tutti sono in grado di accorgersi di aver fallito, così come alcuni giudicano la propria vita un fallimento perché troppo esigenti con se stessi... l'autore da persona profonda qual'è, riesce ad esprimere in modo incisivo ed emozionante le sensazioni che si provano ed il dolore che pervade quando si pensa di aver fallito, con maestria e stile trascinante!!!»
rstorace

«Hai detto bene " gli errori fanno parte della vita" siamo esseri umani... ci aiutano molto a maturare ed a comprederla ... dopo un'analisi attenta del nostro quotidiano vivere, riconoscendo gli errori si può sempre rimediare per non continuare ad indossare quella maschera che pesa e fa soffrire e per non sentirsi dei falliti... Sono dei versi introspettivi molto intensi e belli che toccano profondamente... Complimenti! !»
Melina Licata

«La capacità di autocritica cui segue l'accettata consapevolezza degli errori commessi è proprio l'ottimo punto di partenza da cui poter ripartire, e sempre a testa alta. Chi è capace di riconoscere, prima ancora che con gli altri, con se stesso, i propri errori, non può non essere capace di trovare anche, dentro di sè, la forza per ritornare a vivere reso più capace da una palingenesi interiore. Solo un Vero uomo riesce a dire "Ho sbagliato"...e si conferma, in questo, tale. I versi sono meravigliosi.»
Daniela Ferraro

«il fallimento non è una sconfitta se preso x il giusto verso anticipa una ripresa, è un'esperienza in più x farci crescere, profonda poesia»
Citarei Loretta Margherita

«Il fallimento porta ad un'autocritica e inevitabilmente alla disistima di se stessi.
Questo non può che peggiorare ogni situazione e far perdere il controllo sul proprio equilibrio, pensando di nuocere agli altri.
Nella vita chi non è passato per questa strada almeno una volta? Non c'è nulla che non può essere rimediato se non con la propria volontà e coraggio.
Una poesia tanto bella quanto profonda in cui si legge tristezza e rimpianto, ma non solo per questo è bella, sono le immagini descritte armoniosamente che la rendono efficace e piacevole alla lettura»
Shelly Nicole Del Santo

«Spesso, il fallimento, conduce con se
il peso dei rimorsi, i sensi di colpa, quelli, sono il macigno più grosso
ma siamo esseri imperfetti e, dietro ad ogni errore, c'è sempre un motivo profondo
l'unico modo per proseguire il cammino, è il perdono,
perdonarsi per essere perdonati...
profonda introspezione, dolorosa e intensa!!
Versi che toccano»
Patrizia Ensoli

«Una lirica bellissima in cui la bravura dell'autore riversa un senso di frustrazione che ho ritrovato fra i miei ricordi, mai sopiti...è una ferita dolorosa per la quale non esiste cura e che si rimargina molto lentamente, lasciando una profonda cicatrice... si cercano le cause, ci si rimprovera, si cerca di rimediare... ma soprattutto si soffre, e tanto.
Un lunghissimo applauso ammirato per quest'opera pregevole e di grandissima sensibilità.»


«un sentimento che sfibra una sensazione che danna... bellissimi versi tanto sentiti»
Midesa

«aver scelto e sentirsi un fallito nell'attuare la propria scelta, dover indossare una maschera come commediante per attraversare la vita vuol certo dire che la nostra scelta ci è imposta dalla vita e non dal nostro cuore, solo quando la scelta e il cuore cammineranno a braccetto... la maschera dell'ipocrisia non avrà più motivo di esistere. Mi chiedo quanti di noi agisco così, a volte nascondersi a se stessi è per mitigare il dolore che ci attanaglia, complimenti per i versi»
Bruna Lanza

«Difficile andare avanti quando tutto sembra rivolgersi contro – ma non sempre è colpa nostra, a volte non possiamo fare a meno di assecondare chi con noi condivide momenti di lavoro, forse troppo buoni rinunciamo ad una parte di noi in attesa di un domani diverso.»
Berta Biagini

«Capita a volte di sentirsi dei "falliti"...capita di sentirsi incompresi e con un peso che ci sembra un macigno ma com'è possibile darsi sempre la colpa di tutto? No... non è così, è la troppa sensibilità che fa sentire sempre in colpa perché se si guarda indietro si notano degli errori, ci sono state delle sconfitte ma è pur vero che abbiamo dato qualche attimo di felicità, che abbiamo lavorato, sofferto, amato... IL POETA è stanco d'indossare una maschera e di sorridere quando non ne avrebbe voglia... In questo mondo ipocrita non si può mai essere "completamente se stessi" come si vorrebbe... Condivido questa meravigliosa poesia»
Sara Acireale


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Giacomo Scimonelli ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 19 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Per sempre grazie (06/02/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Pinseri supra pinseri (06/02/18)

Una proposta:
 Senso di colpa (23/01/18)

La poesia più letta:
 Piacere reciproco (27/04/12, 9690 letture)

  


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