Poesie scelte da Scrivere.info

Prigione

Elena Poldan

Morte

Vado avanti
devo farlo
è la vita
e stordita
freddo automa
vado a scuola
a insegnare
torno a casa
affaccendata
parlo tanto
non mi ascolto
l'ho rinchiuso
il mio dolore
nessuno può sentire
ben celato
ben nascosto
sul mio viso
ho stampato
quel sorriso
un poco vacuo
tanto basta
per andare
per sembrare
come gregge
continuare
ma ogni tanto
lui bisbiglia
di notte poi
mi sveglia
nessuno può vedere
può sentire
il mio dolore
urlare
negli abissi
mi trascina
mostra i volti
cancellati
dei ricordi
come spilli
non rinnego
certo nulla
nella notte
mi tormenta
io cedo
non fa nulla
ma al mattino
lo richiudo
come sempre
vado avanti
guardo dritto
non lo sento
come automa
vado a scuola...

Elena Poldan | Poesia pubblicata il 28/07/06 | 5336 letture| 17 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Poesia scritta nei giorni immediatamente successivi a un gravissimo lutto.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

17 commenti a questa poesia:
«Autrice decisamente adatta alle mie corde, brava d'una bravura semplice e non artefatta. Meravigliosa, sono completamente rapita da un elenco di cose che facciamo. E ci nascondiamo.»
Paola Riccio

«Questo testo dà l'idea di come dovrebbe essere una bella poesia:
ricordata.
E infatti io, ad esempio, torno a leggerla volentieri.»
poeta per te zaza

«Non lo sentiamo quel dolore annichilente e ridondante, non lo possiamo sentire. Il mattino digrigna i denti e attende la nostra carne che viva, vorrebbbe solo urlare. Ma non è possibile. La "società" ha vietato il dolore, lo nasconde ne è ipocritamente turbata. No! Nesssuna vergogna nel dolore, quello vero, quello discreto ma non " da nascondere".Un abbraccio!»


«La Libertà ti abita, più grande di qualsiasi prigione... eppure mi ha messospine dentro questa splendida lettura»
malaluna

«i giorni scorrono ed i gesti ripetuti sono il nostro dolore, quando niente sembra interrompere il flusso dei mattini perché niente sembra importante. Intensa»
Stefano Drakul Canepa

«Mi hai fatto entrare nel tuo dolore. E mi ci sono riflesso come in uno specchio. La tua poesia mi ha commosso.»
Alessandro Spirito

«Storie vissute che lasciano il segno. Una poesia scritta in modo quasi ritmico, ricordano certe poesie decadentiste di Marino Moretti cariche di pessimismo ed introspezione. Non facile da capire per chi si ferma al superficiale, ricca di sofferenza per chi sa scavare in profondità ed interpretare il ritmo impiegato per scriverla, che mette in risalto il vuoto e la desolazione che accompagna la vita di molte persone che all'apparenza dimostrano, attraverso un sorriso, una serenità interiore che nei fatti non esiste.»


«Poesia mozzafiato per ritmo, forma, immagini, pensiero. Poi qualcuno che non la ritiene poesia mi spiegherà una volta per tutte cos'è una poesia e quando quest'ultima può ritenersi tale.»
renato carpentino

«Bellissima e nello stesso tempo amarissima questa introspezione . Il dolore chiuso dentro e un mondo che gradisce solo sorrisi... ed allora eccola la maschera stampata per una routine quotidiana per non allontanarsi troppo dalla "vita". La condivisione delle gioie è sempre ben accetta, quella del dolore crea vuoto attorno e l'individuo deve, per sopravvire, assorbire in solitudine il suo tormento. chissà forse è il segreto della vita che impone sempre di andare avanti... ma è davvero dura!»
Duilio Martino

   «Si sente quella sensazione di essere sempre sul filo. Un andare macchinoso, mentre l'opera scivola" (Grazie delle parole ...troppo buona.)»


«bellissima introspenzione l'unico errore che non è poesia ma solo un pensiero»
Crissangel Rosario leotta

«A volte ciò che siamo, si rischia di confonderlo nel grande traffico.
Bisogna arrampicarsi fino a sera e riscoprirsi ancora nel proprio essere.
Poesia scritta di getto, nel panico di un giorno qualunque...
Bella, sentita.»
mfm Luigi Mancini

«Gli episodi traumatici ci segnano nel profondo,
la perdita di una persona cara crea un vuoto incolmabile.
Questi versi indelebili ne faranno un ricordo perenne
La società attuale ci impone di andare avanti
per non essere travolti dalla massa che lancia lo sguardo,
i riti di facciata e via
Non ci resta che fare un posto nel cuore e riporre il dolce ricordo
Dobbiamo continuare per assolvere ciò per cui siamo venuti al mondo
Profonda dedica!»
Catello Apuzzo

«Bella, letta con semplicità, ogni autore scrive poesie una diversa dall'altra, secondo lo stato d'animo, l'evento in cui si trova e la propria sensibilità, complimenti»
Ilguardianodelfaro

«Hai trasmesso l'apatia e la sofferenza coperta dalla dovuta quotidianità! Mi spiace per il tuo lutto...»
Romina De Vita

«a me piace molto leggere cose vere... sentire le sensazioni della vita attraverso versi, cogliere calde le emozioni che trasudano dalle parole messe una accanto all'altra... la poesia deve stupire e raccontare anche chi le legge.»
Andrea Zilioli

«il modo in cui l’hai scritta trasmette proprio quest’ automaticità dei gesti, l’uno dopo l’altro vanno avanti... un sussurro doloroso... non lo ascolti...! bella, ma se posso... non ti mischiare al gregge...!»
Zima


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Elena Poldan ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 41 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Prigione (28/07/06)

L'ultima poesia pubblicata:
 Solipsismo (21/05/17)

Una proposta:
 Il mio lago (03/01/17)

La poesia più letta:
 Clessidra (31/03/07, 5577 letture)

  


Elena Poldan

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