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Il lamento degli ulivi

Caterina Zappia

Natura

Qui a sera ...
dove stanca, dorme la collina,
la mia terra, col suo sagace fiato,
alle mani rispolvera la fatica.
Qui il vento, arruffa anche le foglie,
strappa il merlo, dal ramo generoso.
S'accende il lampo, laggiù alla marina,
noi siam fantasmi, qui per poco.
Il tuono irrompe nel silenzio,
spaventando le ombre della notte,
sotto argentei rami che tremano,
ignudi imprecano fagotti.
E' qui, che s'allunga la voce,
davanti a diverse gole rotte
che celano un divenir felice
incantando anche la sorte.
Parla l'ingannevole destino,
sbriciolando ai passeri i ricordi:
passò anche quì,quel vispo bambino,
e lo guardavo prender le botte.
Sulla vecchia carrozza, che ora,
nella stalla depressa e sfigata,
sta vociando anche la corda
che segnava la sua rude giornata.
Il ramo è qui, e ancor s'infuria,
all'angolo ai confini del podere:
"quante volte strappasti le foglie a me",
mentre ascolto il lamento degli ulivi.

Caterina Zappia | Poesia pubblicata il 29/10/10 | 7576 letture| 4 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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4 commenti a questa poesia:
«Sensazioni e parole che sorridono all'anima. Nel guscio della terra tanta profondità espressiva come la lirica che merita applausi.
Un susseguirsi di intensità e ritmo che cadenzano bei pensieri all'ombra degli ulivi.
Apprezzata immensamente e come sempre i versi escono dalla pagina per entrare nel cuore.»
Mariasilvia

«I nostalgia e di hiauru china,
ma quantu si torci sta bambina?
com'ulivu supra sta terra disperata,
si chica e si richica voli stari sutterrata.
Nu ceju, chi perdiu u cumpagnu sparatu,
torna sempri 'nda ju postu sventuratu.
Mi hai sorpreso, emozionato,
e con te per un momento sono stato.
Immagini ferme e perdute,
che bambino felice ho godute.»
estro non diede beltà

   «Ti fa chiudere gli occhi
ti fa immaginare ...
Belle parole... belle sensazioni...»
mfm Luigi Mancini

«Sento il tuo fiato caldo e il tuo respiro, poeta di solare luccicore, sento della tua terra il gran dolore, in ogni anfratto del suolo natio. Ogni pertugio canta il suo candore, di luce tersa e umano lavorio, per campi, rupi solitarie, e valli, che stringono d'amore l'amor mio. Sento la terra tua come la mia, bagnata di coralli ed acque azzurre, sento l'alito d'oro e la malia delle campagne di uliveti e vigne. Odo dentro i silenzi le fatiche di tante braccia e tanti cuori ardenti, i sorrisi degli animi lucenti come gli occhi degli uomini mai vinti, e giunge l'eco qui, fino ai miei monti, lo stesso pianto della stalla sola, vedova dei nitriti e dell'alunno che aveva nel cortile la sua scuola. Ascolto la tua voce assorto e mi consola»
Gesuino Curreli


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La prima poesia pubblicata:
 Il coraggio e la forza (29/03/10)

L'ultima poesia pubblicata:
 Sospesa così (10/01/18)

Una proposta:
 Settembre (20/09/16)

La poesia più letta:
 Il lamento degli ulivi (29/10/10, 7576 letture)

  


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