Poesie scelte da Scrivere.info

Brucia ragazzo brucia

Giuseppe Monteleone

Ribellione

Enea sei bruciato nel tuo campo rom
chi ti ha chiamato come l'eroe troiano
pensava che bastasse un nome omen
non ha tuo padre fatto studi classici.
Enea nome diffuso nell'area di provenienza
dei tuoi avi forse si chiamava tuo nonno
Enea con suo padre Anchise ha visto
bruciare cento campi nomadi sintesi
di tutte le Troie del mondo guerra
santa della sacra civiltà come quella
del greco Ulisse punito dagli dei
la tua Troia si chiama Milano Enea
nessuna sentinella sulle mura a urlare
fuoco brucia la nostra città nessun soldato
a bussare sulla porta del tuo stanco sonno.

Non si può morire a 13 anni perché
brucia la tua casa- baracca alla periferia
della civile ricca opulenta Milano.

Domani niente scuola per te Enea
I tuoi compagni forse metteranno un
fiore rosso sul tuo banco di studente
per una settimana si parlerà di te
poi niente più fino al prossimo sgombero
fino al prossimo incendio di baracche
fino alla prossima morte qualsiasi
di un ragazzo italiano nel mondo.

Giuseppe Monteleone | Poesia pubblicata il 14/03/10 | 3495 letture| 6 commenti

 
<< SuccessivaPrecedente >>
<< Successiva di Giuseppe MonteleonePrecedente di Giuseppe Monteleone >>
 

Nota dell'autore:

«MILANO - Un bambino di 13 anni, Enea Emil, è morto questa notte, verso le 2: 50, nell'incendio di una baracca nel campo nel campo nomadi di via Caio Mario alla periferia di Milano.»

 

Creative Commons LicenseQuesta poesia è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons: è possibile riprodurla, distribuirla, rappresentarla o recitarla in pubblico, a condizione che non venga modificata od in alcun modo alterata, che venga sempre data l'attribuzione all'autore/autrice, e che non vi sia alcuno scopo commerciale.


6 commenti a questa poesia:
«Versi di denuncia, d'impegno civile. Una poesia che resta nel cuore del lettore. Anch'io, in dicembre ho scritto sugli sgomberi, sull'assenza di umanità e solidarietà di città sempre più indifferenti e cieche al disagio sociale crescente. Disoccupazione, emarginazione, esclusione sociale. Sono poesie come la tua che danno la speranza in un domani di solidarietà e giustizia sociale. Mai arrendersi, mai rassegnarsi. Complimenti!»
Marina Pacifici

«Versi molto sentiti e totalmente condivisi... Non si può morire a 13 anni, soprattutto non si può morire in quel modo in una città che si vanta di essere la capitale del business e della civiltà ... Ed è verissimo: tra una settimana al massimo non si parlerà più di lui, tutto scorrerà allo stesso modo sotto gli occhi indifferenti della gente che continuerà a rivendicare il diritto di vivere senza campi rom nel proprio quartiere... Molto apprezzata»
Rossella Gallucci

«dura e forte come deve esser una poesia di denuncia verso questa società di indifferenti.
Era nome Enea, non un guerriero, né eroe, né figlio di Dèi... non leggenda...
era un ragazzo di 13 anni, un ragazzo di cui domani si avrà il ricordo di un fiore rosso al suo posto di scuola...

bellissima poesia, che con metafore, che toccano la mitologia o l'epica, toccano anche l'anima.»
Giorgia Spurio

   «Eppure succedono e si susseguono nessun sagrato interverrà a far messa né finiranno stragi di bimbi che affamati tendono mani disperati, né figli di diseredati che muoiono di stenti perfino pignorati... triste quel pianto che fiotta lacrime d'amaro in questo mondo avaro dove chiusi tra le mura ognuno piange la sua pietà...
Fa sempre male sapere e leggere di queste cose, ben fatto ha l'autore a testimoniare tutta la sua commiserazione e il dolore per una vita che se ne va'.»


«NON SI DEVE MORIRE a 13 anni eppure si muore pochi giorni e tutto passa
non doveva morire il bambino solo perché la mamma non potendo pagare la bolletta accese il braciere morendo poi anche lei in una città in cui sono nata che sta dimenticando anche lei l'amore
non doveva morire il ragazzo a ROMA rinchiuso in carcere per recuperarlo dopo poco alla madre dato morto non si deve morire per indifferenza del mondo è questo che da dolore a noi alla nostra sensibilità
e ogni bambino rom o solo perché povero non dovrebbe mai morire
commossa mi scuso con l'AUTORE ho approfittato della sua profonda struggente poesia elevata di stesura e sensibilità
inchini infiniti alla Nobiltà dell''Autore»


«Conosco bene quelle baraccopoli. Ce n'era una anche vicino a casa mia, fin dagli anni '60, quando, ragazzina per bene figlia della piccola borghesia, andavo a scuola, con la cartella di finta pelle nera. Un gruppo di rom era accampato anche in una piccola vecchia chiesa sconsacrata dedicata alla regina Teodolinda. Passavo accanto a quel cortile e vedevo i panni variopinti stesi sotto al campanile e le galline che razzolavano accanto al piccolo sagrato, ma quei bambini non furono mai miei compagni di scuola. Anni dopo, sgomberato il campo e restaurata la chiesa, mi ci sono sposata, prima di fuggire via da quella triste città che non era più la mia...»
Nemesis Marina Perozzi


Per inserire commenti su questa poesia, vai sul sito Scrivere
 
Giuseppe Monteleone ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 35 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Fili d'amore (10/09/09)

L'ultima poesia pubblicata:
 Uricemia amorosa (26/03/14)

Una proposta:
 Sulle scale di via Roma a Vinci (28/09/09)

La poesia più letta:
 La rosa più bella del mondo (13/02/10, 11225 letture)

  


Giuseppe Monteleone

Giuseppe Monteleone

Ha scritto anche…

Ultime poesie pubblicate:

Pubblica in…

Ha una biografia…

Giuseppe Monteleone Leggi la biografia di questo autore!

Ha pubblicato…

San Valentino 2010
Autori Vari
Poesie d'amore per San Valentino
Pagine: 110 - Anno: 2010
ISBN:


Festa delle Donne 2010
Autori Vari
Poesie per la Festa delle Donne. Il lato femminile della poesia
Pagine: 107 - Anno: 2010
ISBN:




Sito di poesia: pubblicare poesie su Internet

Poesie scelte più recenti nel sito:

 

Copyright © 2020 Scrivere.info