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Libera Mastropaolo

Donne

Ventiquattrore in mano
e borsa in spalla,
distinto portamento raffinato
tacchi vertiginosi e calze a rete...
fotografia di donna ricercata
troppo impegnata a coltivar successo
tralascia alle sue spalle
anche l'amore.
Reclaman la presenza bimbi soli,
mariti abbandonati allo sbaraglio
che affogan solitudine nel sesso...
Smembra famiglie
sempre più allargate:
non sa che in nessun porto approderà
ricerca erronea di felicità.

Libera Mastropaolo | Poesia pubblicata il 27/02/10 | 5066 letture| 13 commenti

 
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Nota dell'autore:

«So di suscitare critiche, ma la penso esattamente così; la felicità non si cerca evitando il problema, ma tentando di affrontarlo.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

13 commenti a questa poesia:
«vorrei precisare alcune cose: i bambini non vengono abbandonati se non nei cassonetti ma non sicuramente da donne in carriera (poi magari tu abiti in una città dove le donne che percepiscono uno stipendio, ogni mese festeggiano l'evento gettando il figlio in un fiume, gli uomini sanno badare a loro stessi e in caso contrario la colpa è loro e non sicuramente delle mogli, se poi vogliamo giustificare l'atto maschile di andare a prostitute facciamo pure ma non riversiamo l'astio personale sulla categoria femminile di cui poi fai parte... ha comunque ragione il Manocchia perché il cielo è sempre più blu e via dicendo...»


«Capisco, ma non ci sono più le mezze stagioni e forse è per questo che si stava meglio quando si stava peggio, oggi si va tutti di fretta e non ci sono più le donne di una volta quando i cibi erano più sani e i soldi non facevano la felicità, anche se nella vita non si può mai sapere (chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato; no no, non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca, accidenti, non c'è più religione! Comunque piove sempre sul bagnato e con 'sto tempo non si sa più come vestirsi. Qui una volta era tutta campagna!»


«Allora, secondo il pensiero con cui è stato espresso questo scritto, non resterebbe che prendere in considerazione il fatto che l'uomo sia un minorato psichico.
Se veramente pensiamo di volere amare l'uomo, nonostante le discriminazioni sociali e umane che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, per sua causa, nonostante che ancora oggi, l'Instat, registri una donna, ogni due minuti, per violenza di vario genere, subita dall'uomo, e una donna ogni 3 giorni, per lo stesso motivo, muore ... educhiamolo, prima d'ogni altra cosa, alla cultura dell'amore e del rispetto.»
Anna Maria Scamarda

«Prima di tutto ci terrei a sottolineare che calze a rete e tacchi a spillo non fanno la donna! Se vogliamo fermarci a questo, mi vergogno d'essere donna allora! Questo è il primo punto! Punto secondo: vogliamo indicare la donna in carriera come sfasciafamiglie? Non si può fare nel 2010 un discorso simile quando tradimenti avvengono per i più svariati motivi! Poveri uomini che tradiscono perché la moglie va a lavorare! Basta con questo maschilismo, guardiamo in faccia la realtà!Ci sono donne con la borsa in spalla e portamento raffinato che con la loro determinazione sul lavoro dimostrano tutti i giorni d'avere gli attributi senza lasciare spazio alcuno di critica a chi le guarda senza preconcetti!»


«Non condivido l'immagine che si da della "donna in carriera", in questa come in altre poesie. Conosco centinaia di donne di successo, che dedicano al lavoro ed alla famiglia affetti e attenzioni in misura maggiore degli uomini, senza per questo essere "vamp" con tacchi a spillo e minigonna. Per tutte le poesie simili ripeterò questo identico commento.»
Enrico Baiocchi

«...e quale sarebbe il problema?...
qui appare un uomo incapace di vivere in autonomia... e un'iconografia banale e trita... di una donna che per poter vivere la vita che preferisce... diventa un immondo essere... qualcosa alla...'profumi e balocchi'...che sinceramente mi da la pelle d'oca... non conosco il sesso dell'autore... ma qualunque esso sia... mi sento sinceramente disgustata dal vedere ancora oggi... l'impossibilità di pensare alla donna come ad una Persona scissa da ciò che la storia le ha cucito addosso come un pesante abito d'acciaio che, purtroppo, pare nulla possa scalfire... per fortuna, nella realtà, ci sono Donne che lottano per poter Essere e pare che molte ci riescano molto bene, infischiandosene dei giudizi altrui... carriera o no.»
Amara

«Qualcuna si arrabbia, non vuol sentirlo dire, ma la realtà è questa... società alla sbando... ma non perché la Donna vuol far carriera nel mondo del lavoro, no questo è legittimo, ma perché la Donna ha abbandonato, o ha dovuto farlo, in tutta fretta un ruolo che è sempre stato suo senza trovare un sostituto o altre valide soluzioni alternative... si è creato quindi un buco che ha creato questa situazione e questa poesia ne fa un quadro perfetto.»
Fippo2

   «ok il lavoro e le proprie ambizioni
ma non si devono comunque trascurare marito e soprattutto i figli
bisogna trovare il giusto equilibrio»
Danielinagranata

«Anche questa poesia mi sembra scritta o da un uomo o da una donna che continua ad avere una immagine streotipata di donna che non esiste più. Se la donna in una coppia è in carriera il marito si farà carico delle incombenze domestiche e si sotituirà alla donna nella cura della casa e dei figli. Dov'é scritto che questo ruolo debbano svolgerlo solo le donne e gli uomini ne debbano essere esenti? Forse le moglie dei manager uomini non vivono questa realtà ogni giorno e se ne sono fatte carico da un'eternità? E' giunta l'ora dell'inversione dei ruoli. Che male c'é?»


«Che idea desolante della donna in carriera! Sembra che tutte le donne in carriera siano una specie di maliarda con calze a rete e tacchi a spillo, senza anima... Io veramente associo a questa descrizione un altro tipo di donna... non proprio in carriera... Che dire di tutte le donne medico, le ricercatrici che mettono la loro professionalità al servizio degli altri e spesso salvano vite? Sembra quasi un'apologia dell'uomo che così si può tradire la moglie senza sentirsi in colpa... Perdonami ma non condivido»
Rossella Gallucci

«Già é deplorevole che ci sia un argomento a tema sulle donne in carriera... in più tocca leggere questo genere di cose... dai principi diciamo così...poco obiettivi? La disinformazione fa cadere nei luoghi comuni e anche le braccia: in Italia e in Francia le quantità di lavoro delle donne superano quelle degli uomini. Le Italiane lavorano mediamente 8 ore al giorno contro le 6, 5 degli uomini e sapete perché? Altrimenti NUN SE MAGNA! Solo che se sono in fabbrica come operaie o semplici impiegate allora sono donne santificate e l'8 marzo si meritano la mimosa, se invece laureate e "in carriera" con tacchi vertiginosi (sembra una fissa che avete) rovinano le famiglie... Non é mai troppo tardi per informarsi.»
Dalassa

«applausi a scena aperta per questa autrice
che è tra le poche ad aver sviscerato il probblema.
forse questo stato di cose è responsabile
di tanti divorzi e separazioni e chi ne soffre di più
sono i figli.
molto condivisa e apprezzata.»


«la vita delle donne in carriera è molto complicata, specie se sono sposate ed hanno figli. poesia che ha descritto con molto realismo la situazione. bella poesia.»
Salvatore Ferranti


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Libera Mastropaolo ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 61 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Occhi di giada (21/11/07)

L'ultima poesia pubblicata:
 Tenerezza (08/10/17)

Una proposta:
 Vento di speranza (08/03/17)

La poesia più letta:
 Occhi di giada (21/11/07, 8145 letture)

  


Libera Mastropaolo

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